Corea del Nord, Kim vara il nuovo cacciatorpediniere: «Sarà parte della risposta nucleare»

La Kang Kon, seconda nave da guerra da 5.000 tonnellate della nuova classe, entra in servizio sulla costa orientale. Pyongyang accelera il programma navale mentre Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone avviano l'esercitazione Freedom Edge.

Ultimo aggiornamento 7 settembre 2026 - 11:36

La Corea del Nord porta la deterrenza nucleare in mare. Kim Jong Un ha annunciato che il nuovo cacciatorpediniere Kang Kon, appena entrato in servizio, farà parte del sistema di risposta nucleare dello Stato e potrà contribuire a condurre «attacchi di rappresaglia annientanti». Un’affermazione che non chiarisce se la nave sarà effettivamente armata con ordigni nucleari, ma che segnala la volontà di Pyongyang di trasformare la propria marina in una componente della forza strategica del Paese.

L’annuncio è arrivato domenica durante la cerimonia di entrata in servizio della nave nel porto di Wonsan, sulla costa orientale della penisola coreana. «È arrivato il momento per noi di esercitare la nostra sovranità sul mare e sotto il mare», ha dichiarato Kim secondo l’agenzia ufficiale KCNA.

La Kang Kon è un cacciatorpediniere da circa 5.000 tonnellate ed è la seconda unità della nuova classe a entrare in servizio, dopo la Choe Hyon, consegnata circa tre mesi fa sulla costa occidentale. Pyongyang sostiene che le due navi dispongano degli stessi sistemi d’arma. Precedenti comunicazioni nordcoreane hanno indicato per la classe Choe Hyon una dotazione di missili che, secondo gli analisti, potrebbe comprendere vettori capaci di trasportare una testata nucleare.

Proprio questa capacità rappresenta il passaggio più delicato della nuova strategia navale nordcoreana. «Le parole di Kim sono una dichiarazione pubblica del fatto che i cacciatorpediniere saranno utilizzati come piattaforme per la deterrenza nucleare basata sul mare», ha spiegato Lim Eul-chul, professore dell’Institute for Far Eastern Studies della Kyungnam University. La collocazione del Kang Kon nelle acque a est della penisola avrebbe, secondo l’analista, anche l’obiettivo di scoraggiare le operazioni navali di Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone.

Il messaggio arriva mentre proprio i tre Paesi stanno rafforzando la cooperazione militare. Lunedì è iniziata nelle acque internazionali a sud-est e a sud dell’isola di Jeju l’esercitazione annuale Freedom Edge, con la partecipazione di importanti assetti navali e aerei. Il programma, che proseguirà fino a venerdì, è stato concepito per rafforzare deterrenza e capacità di risposta alle minacce nucleari e missilistiche nordcoreane.

Pyongyang sembra però intenzionata ad accelerare ulteriormente. Kim ha annunciato che entro otto mesi sarà mostrato un nuovo passaggio del programma di sviluppo navale, senza specificare di quale tipo di capacità si tratterà. Per Lim, la scadenza potrebbe indicare non semplicemente il varo di un’altra nave di superficie, ma la presentazione di un nuovo asset strategico di maggiore rilevanza.

La Corea del Nord sta infatti costruendo una componente navale sempre più articolata all’interno del proprio programma nucleare. Kim ha confermato che sono in corso lavori per realizzare nuove basi navali sulla costa orientale e che Pyongyang intende creare nuove unità operative e costruire diverse classi di navi da guerra.

Anche Seoul segue con attenzione l’evoluzione del programma. Il ministero sudcoreano dell’Unificazione ha fatto sapere che monitorerà gli sviluppi, ricordando che l’ipotesi di armare la marina nordcoreana con capacità nucleari è stata discussa da Pyongyang già dal Congresso del Partito dello scorso febbraio.

Alla cerimonia di Wonsan ha avuto inoltre un ruolo di primo piano Ju Ae, la figlia di Kim Jong Un. La giovane, vestita di bianco, è apparsa accanto al padre durante la cerimonia, ha ricevuto i saluti militari, è comparsa sul grande schermo davanti alla folla e ha visitato il nuovo cacciatorpediniere. Il National Intelligence Service sudcoreano ritiene che Pyongyang stia continuando a prepararla come possibile successore del padre.