La Garibaldi torna in cantiere. A occuparsi dell’ammodernamento della portaerei che per quasi quarant’anni è stata una delle navi simbolo della Marina Militare potrebbe essere proprio Fincantieri, il gruppo che l’ha costruita a Monfalcone. La nave, oggi KRI Sriwijaya, è passata alla Marina indonesiana e ora Jakarta prepara il programma per riportarla a una nuova fase operativa.
Fincantieri e PT PAL Indonesia, il principale gruppo cantieristico statale del Paese, hanno firmato a Jakarta un memorandum d’intesa che servirà a definire lavori, competenze e responsabilità. Non c’è ancora un contratto per l’ammodernamento: il prossimo passaggio sarà mettere a punto il programma tecnico.
La logica dell’intesa è semplice. Fincantieri conosce la nave perché l’ha progettata e costruita, mentre PT PAL metterà a disposizione le proprie capacità di manutenzione, integrazione dei sistemi e supporto. Sul tavolo ci sono gli interventi necessari a mantenere la Sriwijaya operativa per missioni di difesa e sicurezza marittima, ma anche per emergenze e assistenza umanitaria.
Per Fincantieri è anche un altro tassello della presenza nel mercato indonesiano. Il gruppo ha già consegnato a Jakarta due PPA, i Pattugliatori Polivalenti d’Altura, KRI Brawijaya-320 e KRI Prabu Siliwangi-321, costruiti per la Marina italiana.
La storia della nave parte però molto più lontano. Era il 1985 quando la Marina Militare ricevette a Monfalcone l’unità allora chiamata Giuseppe Garibaldi. Per decenni è stata una delle piattaforme centrali della flotta italiana, partecipando a missioni operative e attività internazionali. Oggi ha cambiato nome, proprietario e teatro operativo.
L’accordo firmato a Jakarta riporta però Fincantieri dentro la storia della nave. «L’ex Giuseppe Garibaldi diventa oggi un simbolo concreto di questa nuova fase», ha detto l’amministratore delegato Pierroberto Folgiero.