Fincantieri a caccia di nuove opportunità negli Stati Uniti

Folgiero non si è sbilanciato sulle opportunità future ma ha riferito che "stiamo parlando con tutti gli interlocutori istituzionali a vari livelli, siamo in una fase di costruzione"

L'amministratore delegato di Fincantieri, Pierroberto Folgiero

Ultimo aggiornamento 8 agosto 2025 - 16:20

“L’Italia contribuirà alla rinascita marittima del settore cantieristico statunitense”: era uno dei punti della dichiarazione congiunta di Donald Trump e Giorgia Meloni diffusa dalla Casa Bianca dopo il loro bilaterale di aprile. Tre mesi dopo, Fincantieri esplora le opportunità del rilancio del settore negli Stati Uniti, presentando il suo biglietto da visita in un evento organizzato a Washington, intitolato “Avanti tutta: la rinascita della cantieristica navale Usa“. Presenti leader del governo e dell’industria, parlamentari ed esponenti di alcuni think tank americani, oltre a dirigenti di Fincantieri e al suo ad Pierroberto Folgiero. “Il focus – ha spiegato alla stampa italiana a margine dell’iniziativa – è inquadrare bene il futuro dello shipbuilding degli Usa e capire come Fincantieri possa essere strumentale considerando quello che sappiamo fare, ad esempio su navi strategiche come quelle posacavi e i rompighiaccio. E tenendo conto che qui abbiamo investito 800 milioni da più di 15 anni, diamo lavoro a oltre 3500 persone in Wisconsin, abbiamo un piede in Florida e possiamo essere molto utili non solo in ambito militare ma anche civile”. “Fincantieri – ha proseguito – è un alleato che 18 anni fa si è localizzato qui e che in un momento in cui gli Usa vogliono cambiare marcia sullo shipbuilding può dare molto in più. Oggi la nostra grande aspettativa è far conoscere di più Fincantieri, far capire quanto valgono le nostre competenze in un momento come questo, spingere anche le adiacenze, come le navi posacavi, i rompighiaccio, insomma dischiudere il valore implicito in una presenza e un investimento così profondo fatto in tempi non sospetti”.

Folgiero non si è sbilanciato sulle opportunità future ma ha riferito che “stiamo parlando con tutti gli interlocutori istituzionali a vari livelli, siamo in una fase di costruzione”. Una fase che, con il cambio della guardia alla Casa Bianca e il rafforzato focus sullo shipbuilding, è stata accompagnata dal rinnovamento del management sia a livello produttivo in Wisconsin sia a livello strategico a Washington. Del resto, Fincantieri parte da una posizione privilegiata nell’attuale guerra dei dazi per la sua ormai radicata presenza in Usa, in particolare con il suo stabilimento di Marinette in Wisconsin, dove vengono realizzate le fregate per la Us Navy, un contratto da 5,5 miliardi di dollari. Ma per riconquistare l’antico predominio americano sui mari, ora appannaggio della Cina, la strada è lunga e richiede forti investimenti: in autunno si conoscerà la cifra destinata al settore