Fincantieri consegna una nave da guerra all’Indonesia

Al cantiere del Muggiano, nello Spezzino, è andata in scena la cerimonia per l’unità Kri Brawijaya-320: in origine era il pattugliatore polivalente d'altura Marcantonio Colonna

La nave Kri Brawijaya-320 della Marina indonesiana

Ultimo aggiornamento 8 agosto 2025 - 16:21

La Spezia – Un’imponente sagoma d’acciaio ha preso il largo dal cantiere del Muggiano. Più di 140 metri di tecnologia navale. Un pattugliatore polivalente d’altura che in origine si chiamava Marcantonio Colonna. Ma che è uscito da Fincantieri come Kri Brawijaya-320. La nuova unità della forza armata indonesiana che conferma la volontà del Gruppo di rafforzare la propria presenza nel Sud-Est dell’Asia, come stabilito nel Piano industriale. Dove, tra le altre cose, proprio l’Indonesia viene definita un «mercato chiave».

La cerimonia si è svolta giovedì 3 luglio. Numerose le autorità civili e militari presenti. Dal presidente dell’Azienda Biagio Mazzotta ai capi di stato maggiore della Marina Militare e di quella indonesiana, Enrico Credendino e Muhammad Ali. Senza dimenticare: l’ambasciatore di Giacarta in Italia Junimart Girsang e il direttore nazionale degli Armamenti Giacinto Ottaviani. Consegnato in tempi record, il Ppa è solo il primo tassello di una partnership più ampia. Il gemello – Kri Prabu Siliwangi-321 ed ex Ruggiero di Lauria – seguirà a breve. L’accordo tra Fincantieri e il ministero della Difesa del Paese asiatico prevedeva, infatti, la fornitura di due «navi altamente flessibili» per un valore di 1 miliardo e 180 mila euro. Entrambe andranno a rappresentare le maggiori unità combattenti della marina di Giacarta. E contribuiranno alla stabilità del quadrante Indo-Pacifico.

La cooperazione, però, non si ferma alla componente militare. A giugno, il Gruppo guidato dall’amministratore delegato Pierroberto Folgiero ha sottoscritto un patto di collaborazione tecnica con Pt Prima Maju Mapan. Una società, con sede in Indonesia, specializzata in sistemi di comunicazione, sorveglianza e integrazione elettronica. Netto l’obiettivo: «Sviluppare soluzioni per fronteggiare le nuove sfide subacquee non convenzionali e proteggere le infrastrutture critiche sottomarine, come cavi e condotte. Ma anche asset strategici quali basi navali, porti e impianti offshore». L’accordo è stato siglato da Maurizio Manzini, per Fincantieri, e Adrianus Prima Manggala, per Pmm. E, oltre a rappresentare «un passo strategico verso il rafforzamento della sovranità tecnologica di Giacarta in ambito subacqueo», getta le basi per una cooperazione finalizzata «allo sviluppo e all’implementazione di tecnologie avanzate per la protezione del dominio dell’underwater».

Nel frattempo, mentre due unità salutano l’Italia per solcare i mari del Pacifico, altrettante navi entrano in costruzione. La commessa è stata resa nota nelle settimane passate. È di 700 milioni di euro e impegnerà sempre il cantiere integrato di Muggiano e Riva Trigoso. Il contratto, siglato nell’ambito dell’organizzazione internazionale Occar (Organisation Conjointe de Coopération en matière d’Armement), è stato affidato a un raggruppamento temporaneo d’impresa guidato da Fincantieri e Leonardo. E, ha spiegato Folgiero, «conferma il valore strategico del programma, evidenziando la capacità dell’azienda di rispondere con prontezza ed efficacia alle esigenze operative della Marina Militare».