La Marina indonesiana ha mostrato per la prima volta un nuovo Unmanned Surface Vehicle (USV) progettato per missioni di attacco monouso, confermando il crescente interesse delle forze navali di Jakarta per i sistemi senza equipaggio destinati al combattimento.
Il mezzo ha debuttato durante un’esercitazione svolta nei giorni scorsi al largo delle isole Riau. Il drone navale è stato messo in mare dal bacino allagabile della nave ospedale KRI Dr. Soeharso e successivamente ha navigato verso un bersaglio situato in prossimità della costa, colpendolo in una simulazione di attacco.
Le immagini diffuse dell’esercitazione mostrano tuttavia il mezzo ancora integro dopo l’impatto, elemento che lascia ritenere che il test sia stato effettuato senza una carica esplosiva reale e con finalità esclusivamente dimostrative.
Al momento il Governo indonesiano non ha diffuso informazioni sulle caratteristiche tecniche del drone, né ha confermato ufficialmente il costruttore del sistema. L’unica azienda nazionale attualmente impegnata nella produzione di mezzi navali senza equipaggio destinati alla Marina è la società statale PT PAL Indonesia, che sta sviluppando anche una nuova classe di sottomarini autonomi. I primi esemplari saranno utilizzati principalmente per attività di sperimentazione e valutazione operativa.
L’esercitazione ha evidenziato inoltre un’accelerazione più ampia nell’integrazione di sistemi unmanned all’interno della flotta indonesiana. Nel corso della stessa attività, infatti, un’altra unità della Marina ha lanciato dal ponte di volo un loitering munition, un drone d’attacco capace di stazionare sull’area operativa prima di individuare e colpire il bersaglio.
L’impiego combinato di droni di superficie e munizioni circuitanti riflette una tendenza sempre più diffusa tra le marine militari a livello globale. I conflitti degli ultimi anni hanno infatti dimostrato l’efficacia di piattaforme autonome a basso costo per missioni di ricognizione, saturazione delle difese e attacchi di precisione, spingendo anche le marine del Sud-Est asiatico ad accelerare gli investimenti nelle tecnologie senza equipaggio.