Arrivano conferme ufficiali al fatto che l’Admiral Kuznetsov, unica portaerei della Marina russa, possa essere definitivamente ritirata dal servizio. Andrei Kostin, presidente della russa United Shipbuilding Corporation, ha dichiarato che “non ha più senso portare a termine i lavori di riparazione iniziati anni fa”.
La nave, costruita negli anni ’80, è ferma dal 2017 nel cantiere di Murmansk e ha subito una lunga serie di disastri: affondamento del bacino di carenaggio Pd-50, incendi, ritardi tecnici, oltre ad accuse di corruzione. I lavori di ammodernamento, avviati nel 2018 e la cui conclusione era prevista in principio per il 2022, sono stati rinviati più volte fino al 2025, ma attualmente risultano sospesi.
Secondo diverse fonti, tra cui The Moscow Times, sono in corso valutazioni tra demolizione e vendita. Ufficiali della Marina russa, come l’ex comandante della Flotta del Pacifico Sergei Avakyants, hanno criticato l’utilità della portaerei, definendola inefficiente e troppo costosa. Alcuni esperti militari sostengono che, nonostante la dottrina navale russa continui a prevedere unità di questo tipo, la priorità attuale è concentrata sul conflitto in Ucraina, lasciando poche risorse per completare la nave o svilupparne una nuova.
La dismissione dell’Admiral Kuznetsov segnerebbe un passaggio simbolico: la Russia diventerebbe l’unica potenza globale a non disporre di una portaerei operativa. Il governo sembra orientarsi verso una strategia navale più moderna e flessibile, basata su navi anfibie, missili ipersonici e sistemi autonomi, in linea con le nuove esigenze di guerra asimmetrica e contenimento marittimo.