A metà dicembre 2025 era arrivata alla testa di un nuovo programma e dopo poco meno di otto mesi se ne va. Rebecca Gassler è durata meno del previsto alla testa di un ruolo molto tecnico ma strategico per le sorti della Marina Militare americana, quello di responsabile delle acquisizioni e dello sviluppo di nuove navi drone. Cos’è successo nel frattempo? Andiamo con ordine: il 18 dicembre 2025 arriva la nomina di questa funzionaria che nel suo passato recente aveva costruito l’infrastruttura digitale intorno al Project Overmatch, un piano di rinnovamento pluriennale della forza armata navale per aggiornare i sistemi operativi di tutti i dispositivi usati in combattimento e procedere verso una completa interoperabilità di tutti i sistemi.
Il suo compito era semplice: comprare nuovi dispositivi senza pilota con tempistiche rapide ma non solo. Come si leggeva nel suo incarico ufficiale avrebbe dovuto integrare “nuovi sistemi robotici autonomi”, reperendoli sul mercato, per la Marina e il corpo dei Marines. In quell’incarico, Gassler si è occupata di una cinquantina di programmi, tra cui uno riguardante la fabbricazione di droni sottomarini. Insomma, doveva essere l’espansione del suo lavoro fatto alla testa di Overmatch a partire dall’ottobre 2020 con due amministrazioni di colore diverso: con quel programma si è costruito un sistema di comunicazione integrato, in questi mesi Gassler non è stata all’altezza delle aspettative.
Per anni le acquisizioni della Marina, ma non solo, sono state piagate da lentezze burocratiche di vario tipo, come requisiti cervellotici e frammentari che hanno condotto a consegne rallentate dei nuovi dispositivi militari. L’esempio più recente riguarda un programma recente per l’acquisizione di nuovi droni di media grandezza, che si è concluso con un ricorso presentato lo scorso 14 luglio in un tribunale federale da parte di due aziende del settore tech, Blue Water Autonomy e Saildrone, che ritengono che la loro esclusione dal piano sia stata fatta per ragioni “arbitrarie” e non conformi allo standard della Marina.
Insomma, un pasticcio del quale Gassler è stata ritenuta responsabile, fino all’improvvisa sostituzione con Christopher Miller, ex ufficiale di Marina che ha servito in vari incarichi anche sotto l’amministrazione Biden che ora acquisisce anche il ruolo di manager per l’acquisizione di sistemi robotici, a diretto riporto del sottosegretario alla Marina William Toti. In una nota Toti ha spiegato, con toni burocratici, il perché di questa decisione: “finora il Dipartimento si è approcciato a questi temi con procedure arcane che non hanno raggiunto i risultati sperati alla velocità che serve ai nostri marinai e ai nostri marines”. E continua: “Dobbiamo rimpiazzare questo modello con chiare responsabilità e processi decisionali veloci che abbiano al centro i nostri combattenti”.
La vicenda arriva qualche giorno che uno dei più autorevoli quotidiani finanziari statunitensi ha parlato della possibile acquisizione di una grande area industriale e cantieristica in Maryland da parte di Anduril, uno delle più famose startup attive nel settore militare hi-tech, per costruire nuove navi drone. Ipotesi che il fondatore dell’azienda californiana Palmer Luckey aveva definito “falsa” senza però chiedere una ritrattazione ufficiale alla testata di proprietà di Rupert Murdoch. Segno che lo sviluppo delle imbarcazioni da combattimento senza pilota procede con numerose difficoltà anche fuori dai corridoi del Pentagono.