La Spezia – Il Golfo di Napoli si è trasformato, per qualche ora, in un palcoscenico di precisione e potenza navale. Tra scie e manovre millimetriche, due veterane della flotta – la fregata Fasan, di stanza alla Spezia, e il moderno pattugliatore polivalente d’altura Thaon de Revel, di base a Taranto – hanno incrociato la rotta con la nuova nave Atlante. L’unità logistica di supporto, prossima a entrare nella squadra della Marina Militare, che vede il proprio futuro diviso proprio tra la Liguria e la Puglia.
Le voci si rincorrono. Una cosa è certa: in riva al Golfo dei Poeti manca da tempo una rifornitrice. Motivo per cui molti, tra i militari, credono che l’Atlante sarà destinata all’arsenale spezzino. Al contrario, altri sussurrano che sarà nave Etna a spostarsi verso nord, lasciando spazio per la nuova entrata a Taranto. È un gioco di equilibri tra basi e assetti.
Le unità logistiche rappresentano la spina dorsale del supporto alle combattenti. Permettono loro di mantenere la presenza in mare per periodi prolungati, evitando di dover rientrare frequentemente in porto. Perciò, che nell’estremo levante ligure manchi oggi una nave di questo tipo non è dettaglio irrilevante vista la presenza in base di fregate, pattugliatori e sommergibili che necessitano di costante sostegno.
In attesa che la pianificazione venga chiarita, comunque, Atlante non è rimasta ferma. Anzi. Ha già avuto modo di cimentarsi in esercitazioni di alto profilo insieme a due protagoniste della flotta operativa: la fregata Fasan, di stanza proprio alla Spezia, e il Ppa tarantino Thaon de Revel. L’incontro è avvenuto nelle acque di Napoli. Ed è stato un addestramento per mettere alla prova gli equipaggi. «Precisione, attenzione e professionalità – ha sottolineato la Forza armata –. Un mix per la manovra perfetta, impreziosito dalla bellezza del panorama campano».La scena, raccontata da chi vi ha assistito, ha restituito un’immagine nitida della complessità delle manovre. Tre navi di differente tipologia, con compiti e dimensioni diverse, chiamate a muoversi fianco a fianco rispettando distanze ridotte e tempistiche serrate. Una sorta di “benvenuto” alla nuova arrivata, che presto entrerà a far parte della Marina Militare.
Atlante, seconda Logistic Support Ship (Lss) della classe Vulcano, è «un assetto strategico per il Paese», spiegano ancora. Dotata delle più innovative e avanzate tecnologie militari, è progettata per operare in una vasta gamma di missioni, «garantendo un significativo incremento capacitivo per la flotta italiana e le Marine alleate». Come premesso, è una rifornitrice. Ma la Forza armata la classifica come “All inclusive”. Tradotto: è in grado di fornire supporto logistico ad ampio spettro. Incluso il rifornimento di combustibili, lubrificanti, munizioni, pezzi di ricambio, viveri, acqua e materiali necessari per ogni tipo di operazione in risposta alle crisi.
Ma non è tutto. Dispone, altresì, di un ospedale a bordo completamente attrezzato, comprensivo di sale chirurgiche, radiologia, laboratorio di analisi, gabinetto dentistico e zona degenza con capacità di accoglienza dei ricoverati. La nave, chiosano dalla Marina, «è concepita per operare in autonomia fino a 30 giorni”. Nonché per “garantire una lunga permanenza operativa in teatro, rappresentando così un asset strategico per la Forza armata e, più in generale, per la Nato»