Monfalcone – Si è svolta in sordina a Taranto la cerimonia dell’ultimo ammaina bandiera della storica portaerei “Giuseppe Garibaldi”. Ora la ex ammiraglia della Marina militare italiana è attesa da un’altra vita operativa sotto una nuova bandiera, quella indonesiana. La decisione del governo di trasferire gratuitamente la “Garibaldi” all’Indonesia è nata prima di tutto da una valutazione economica. L’unità, posta in riserva nel 2024, conservava un valore inventariale residuo di circa 54 milioni di euro, con un costo di gestione annuale di circa cinque milioni.
A questo si sarebbe aggiunta la spesa di un’eventuale demolizione, quantificata in 18,7 milioni di euro, con tempi stimati non inferiori a due anni. In quest’ottica, la cessione gratuita è stata presentata come la soluzione più conveniente per evitare ulteriori oneri di mantenimento e smaltimento. Ma il trasferimento della nave a Giacarta si inserisce in un più ampio rafforzamento dei rapporti strategici tra Italia e Indonesia, Paese che ha già acquistato da Roma pattugliatori polivalenti d’altura (Ppa).
Si tratta del quinto e del sesto dei sette Ppa ordinati nel 2015 alla Fincantieri dalla Marina militare. Queste unità da 143 metri e 6.200 tonnellate di dislocamento a pieno carico sono gli ex “Marcantonio Colonna” e “Ruggiero di Lauria”, ribattezzati “Brawijaya” e “Prabu Siliwangi”. Con l’acquisto del “Garibaldi”, l’Indonesia diventa così il secondo Paese del Sud-Est asiatico a possedere una unità militare tuttoponte, che dovrebbe essere utilizzata come portaelicotteri e forse in futuro anche come porta droni.
In molti a Taranto auspicavano che la sua isola con il distintivo ottico 551 continuasse a svettare in città come museo. La consigliera regionale del M5S Annagrazia Angolano ha espresso forte contrarietà alla decisione assunta dal governo. Quest’ultimo avrebbe disatteso la posizione espressa nei mesi scorsi dal Consiglio regionale, che aveva votato una mozione, promossa dai pentastellati, per coinvolgere l’unità in un progetto di valorizzazione culturale e turistica.
Ma perché tanto interesse per questa portaerei? Sicuramente per quello che ha rappresentato per la storia navale italiana e in particolare per la realtà tarantina. Ricordiamo che la “Garibaldi”, al momento del suo varo avvenuto nel cantiere di Monfalcone il 4 giugno 1983, era la più grande costruzione militare italiana dalla fine del secondo conflitto mondiale. Entrata in servizio nel 1985 è stata l’ammiraglia della nostra Marina fino alla consegna della portaerei “Cavour”.
Concepita come incrociatore portaeromobili, divenne effettivamente la prima portaerei della Marina militare quando venne modificata la legge che vietava di imbarcare sulle unità militari italiane velivoli ad ala fissa. Nel 1991 vennero consegnati i primi due Harrier AV-8B plus dando inizio alla storia dell’aviazione imbarcata nel nostro Paese. Protagonista in tutte le principali operazioni internazionali dove l’Italia è stata impegnata negli ultimi 35 anni (dalla Somalia al Kosovo, dall’Afghanistan alla Libia), è stata ritirata dal servizio attivo il 1 ottobre 2024, venendo sostituita dalla portaelicotteri d’assalto anfibio “Trieste” che è in grado di imbarcare anche i caccia multiruolo F-35B. —