Difesa, la Romania sceglie i cantieri navali turchi

Il ministero della Difesa intende rafforzare la flotta nel Mar Nero

Il ministro della Difesa della Romania, Ionuț Moșteanu

Ultimo aggiornamento 22 agosto 2025 - 21:12

Il ministro della Difesa rumeno Ionuț Moșteanu ha confermato che Bucarest intende acquisire una corvetta classe Hisar dalla Turchia, in attesa del via libera del Parlamento. La decisione segue l’approvazione del Consiglio Supremo per la Difesa che a fine marzo aveva indicato l’urgenza di rafforzare le capacità navali nel Mar Nero.

L’unità individuata è la TCG Akhisar (P-1220), costruita dal cantiere turco Asfat. Il costo stimato è di 223 milioni di euro, che può salire a circa 265 milioni con l’integrazione dei sistemi d’arma. La consegna è prevista entro sei mesi dall’approvazione parlamentare, con successivo completamento e armamento in Romania.

La corvetta misura 99,5 metri, disloca 2.300 tonnellate e può operare con un equipaggio di 104 persone. La propulsione diesel ed elettrica consente 24 nodi di velocità massima, un’autonomia di 8.300 chilometri e 21 giorni di permanenza in mare. È predisposta per imbarcare un elicottero medio e un drone. L’armamento comprende il cannone navale turco MKE da 76 mm e il sistema di difesa aerea Hisar-D, che verrebbero adottati per la prima volta da una marina NATO.

L’acquisto è stato definito dal ministro una “soluzione immediata” dopo la cancellazione del programma Gowind con Naval Group, da 1,2 miliardi di euro, bloccato nel 2023 per dispute sui costi e sui tempi. La Marina rumena resta infatti la componente meno modernizzata delle Forze armate, con navi in gran parte obsolete.

Il governo intende avviare in parallelo altri programmi, tra cui la partecipazione alla European Patrol Corvette, nuove fregate, pattugliatori d’altura e sottomarini. L’obiettivo è rafforzare la presenza nel Mar Nero e garantire piena interoperabilità con la NATO.

Sul piano industriale non mancano critiche interne: la scelta di acquistare in Turchia ridurrebbe il coinvolgimento diretto dei cantieri rumeni. Il ministero ha assicurato che l’allestimento finale e l’integrazione dei sistemi avverranno in Romania, garantendo una quota di lavoro nazionale.