Roma – L’obiettivo del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, “è arrivare a fine mandato con migliaia di uomini e donne in più” della Guardia Costiera, e “con mezzi più adatti alle loro esigenze”: lo ha detto lo stesso ministro, intervenendo stamani a Roma all’assemblea annuale del corpo. “Stiamo investendo, ma abbiamo ancora due leggi di bilancio – ha spiegato – e l’obiettivo è mettere più soldi per il personale”, arrivando a “15 mila unità, partendo da 11 mila scarse”. Inoltre verranno messi “più mezzi, come elicotteri e mezzi marittimi, guardando anche all’innovazione”, ha aggiunto. “In merito al salvamento – ha detto ancora, ringraziando la Guardia Costiera per il suo lavoro – cerco sempre di tutelare il corpo dalle polemiche politiche. Mi arrabbio quando si pensa che un uomo o una donna non possa far quell’intervento perché c’è quel governo o quel ministro”.
Guardia Costiera, ogni euro investito ne restituisce 1,53 al Paese
Ogni euro investito nella Guardia Costiera produce un valore pari a 1,53 euro restituiti al sistema economico nazionale, a testimonianza del ruolo “strategico” che essa svolge quotidianamente in termini di sicurezza, tutela ambientale, controllo del traffico marittimo, vigilanza sulla pesca e sostegno alla logistica portuale: è quanto emerso dalla presentazione del rapporto dal ‘Il contributo della Guardia Costiera all’economia del Paese’, iniziativa promossa dal comando generale della Guardia Costiera nell’ambito degli eventi legati alla ricorrenza dei 160 anni dall’istituzione. La presentazione è avvenuta oggi presso l’auditorium Inail di Roma, alla presenza tra gli altri dei ministri Matteo Salvini e Sebastiano Musumeci.
I numeri emersi dal Rapporto, realizzato quest’anno con la collaborazione con Srm-Centro Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, sono la “conferma oggettiva dell’importanza strategica del nostro operato e del valore aggiunto che il corpo produce quotidianamente per il Paese” ha dichiarato il comandante generale della Guardia Costiera, ammiraglio ispettore capo Nicola Carlone. “Al centro di questo valore – ha evidenziato – ci sono gli 11.000 uomini e donne del corpo: un capitale umano altamente specializzato su cui continuiamo a puntare, attraverso percorsi formativi mirati e investimenti nella crescita professionale”.