Stati Uniti, Anduril valuta l’acquisizione di un cantiere per produrre navi drone vicino a Washington

La startup californiana hi-tech già attiva nella produzione di droni sta pensando di lanciarsi nella produzione di imbarcazioni senza pilota. Mistero sulla smentita via social del fondatore Palmer Luckey

Ultimo aggiornamento 7 agosto 2026 - 17:35

Anduril, la compagnia tecnologica statunitense che produce velivoli e veicoli militari a guida autonoma, sarebbe in fase avanzata nelle trattative per acquistare un sito produttivo all’interno dell’area industriale di Sparrows Point, in Maryland, per produrre navi drone. Una scelta che, qualora venisse confermata, mostrerebbe il potenziale delle startup del tech nel rivitalizzare la potenza industriale americana.

Secondo un’indiscrezione del Wall Street Journal, la società fondata nel 2017 dall’ex dirigente di Facebook Palmer Luckey (allontanatosi dalla società di Menlo Park per le sue “idee trumpiane”) avrebbe siglato un accordo preliminare con i gestori dell’immenso sito da 1300 ettari, un tempo sede di Bethlehem Steel, colosso siderurgico che aveva qui sia un’acciaieria che per un periodo è stata la più grande del mondo e che è stata smantellata nel 2012, sia un cantiere navale. Oggi la zona, che può contare su un grande porto naturale, ospita siti logistici e depositi di colossi come Amazon e Home Depot.

Ci sono però numerosi ma. Da un lato non c’è ancora la firma definitiva e quindi l’accordo potrebbe saltare, dall’altro c’è la dichiarazione a gamba dello stesso Luckey, che in un post pubblicato sulla piattaforma X ha detto che l’articolo pubblicato dall’autorevole quotidiano finanziario americano sarebbe “falso”. Il fondatore di Anduril non è nuovo a queste uscite a gamba tesa, che farebbe trasparire un certo nervosismo sia sull’andamento delle trattative con i proprietari del sito, un gruppo anonimo di investitori radunati sotto il nome collettivo di Tradepoint Atlantic, sia sull’indiscrezione, che ha anche rivelato che nei colloqui dietro le quinte sarebbe coinvolto il governatore del Maryland, il democratico Wes Moore, che avrebbe anche parlato di incentivi statali.

Il quotidiano non ha pubblicato ritrattazioni ed è rimasto fermo sulla veridicità delle fonti consultate. Le posizioni quindi sono ancora lontane. Questa espansione se venisse realizzata sarebbe il coronamento di una stagione piuttosto florida per Anduril che questa primavera ha raccolto 5 miliardi di dollari con un round di finanziamenti che ha portato il valore complessivo della società a 61 miliardi. E la produzione di navi drone sarebbe per loro il progetto più nuovo, da realizzare in partnership con altre due realtà: la britannica Kraken Technologies e la sudcoreana Hyundai Heavy Industries.

La produzione di navi senza pilota da parte di Anduril è già iniziata in un cantiere di Seattle, che è stato rilevato da Foss Maritime, azienda attiva nel settore dei rimorchiatori che aveva deciso di chiudere il sito produttivo nel 2021, ma qualora l’operazione del Maryland andasse a compimento, la startup californiana inizierebbe la produzione di navi drone di medie dimensioni a pochi passi dalla capitale federale Washington e vicino a un cantiere in uso esclusivo alla Guardia Costiera americana, che consentirebbe di avere a disposizione un’area per il test dei primi esemplari prodotti che potrebbero essere utilizzati proprio nei pattugliamenti una volta approvati.

Il coronamento del successo di questa operazione poi cancellerebbe uno dei pochi flop dell’azienda di Luckey, che di recente ha perso un appalto per la fornitura di imbarcazioni senza pilota. Nel resto del mondo l’uso delle navi drone anche in operazioni di combattimento è già realtà da qualche tempo: la Marina ucraina le ha già ampiamente utilizzate contro la flotta russa e anche gli Stati Uniti le hanno utilizzate per colpire siti militari dell’Iran. Ma non sempre funzionano: la Marina americana ha registrato che esemplari prodotti da diversi contractor in fase di test si schiantano, rimangono bloccate e non riescono a orientarsi in mare aperto. Anduril forse potrebbe sbloccare questa impasse tecnica, anche grazie all’apporto di due partner esteri come Kraken Technology e Hyundai Heavy Industries.