Davos, von der Leyen: “L’Europa investirà in rompighiaccio”

Nonostante la prima strategia per l'Artico risalga ormai al 2008, il divario tra le ambizioni e la realtà dei fatti resta profondo. Ad oggi, l'Unione Europea soffre di una carenza cronica di navi in grado di operare nelle condizioni estreme del Mare Artico

Ursula von der Leyen con Borge Brende

Ultimo aggiornamento 20 gennaio 2026 - 12:49

L’Europa volge lo sguardo a Nord, verso quella distesa di ghiacci che il cambiamento climatico e le tensioni geopolitiche hanno trasformato in una nuova frontiera strategica. Dal palco del World Economic Forum, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha tracciato una nuova rotta per la difesa continentale: l’Unione Europea deve dotarsi di una propria flotta di navi rompighiaccio. L’obiettivo dichiarato è garantire la “sicurezza artica”, un dossier che non riguarda più solo la ricerca scientifica o l’ambiente, ma la stabilità militare ed economica del Vecchio Continente in un quadrante dove le ambizioni di Russia e Cina si fanno sempre più pressanti. Il piano di Bruxelles prevede un coordinamento stretto con gli Stati Uniti e i partner storici della regione. “Lavoreremo per una più ampia sicurezza artica, un obiettivo che è chiaramente nel nostro interesse comune”, ha spiegato von der Leyen, precisando che l’incremento della spesa per la difesa a cui stiamo assistendo negli ultimi anni dovrebbe essere indirizzato proprio verso queste “capacità rompighiaccio” e altre attrezzature vitali. Non si tratta solo di una questione di mezzi, ma di alleanze: la strategia punta a stringere un cordone di sicurezza che coinvolga il Regno Unito, il Canada, la Norvegia e l’Islanda, superando le frammentazioni che finora hanno reso l’Europa un attore marginale nel Grande Nord.

Nonostante la prima strategia per l’Artico risalga ormai al 2008, il divario tra le ambizioni e la realtà dei fatti resta profondo. Ad oggi, l’Unione Europea soffre di una carenza cronica di navi in grado di operare nelle condizioni estreme del Mare Artico. Se è vero che Finlandia e Svezia vantano una solida tradizione nel settore, le loro imbarcazioni sono progettate per navigare nel Mar Baltico, dove il ghiaccio ha caratteristiche e spessori ben diversi da quelli della banchisa polare. Emblematico è il caso della Danimarca, nazione “frugale” per eccellenza, che ha scelto in passato di vendere la propria intera flotta di rompighiaccio nonostante il legame indissolubile con la Groenlandia. Oggi, con le rotte polari che si aprono al commercio e alla competizione globale, quella scelta appare come un paradosso a cui Bruxelles intende porre rimedio con un piano di investimenti centralizzato e una visione di lungo periodo.