Dieci marittimi della “Eternity C” sono stati sequestrati dai ribelli Houthi

La comunità internazionale ha reagito con forte preoccupazione. Il Segretario generale dell’Onu, António Guterres, ha condannato l’attacco come una grave minaccia alla sicurezza della navigazione e all’ambiente marittimo.

I marittimi sequestrati

Ultimo aggiornamento 8 agosto 2025 - 16:19

Il gruppo yemenita Houthi, sostenuto dall’Iran, ha annunciato di aver trattenuto dieci membri dell’equipaggio della nave Eternity C, affondata nel Mar Rosso dopo essere stata attaccata all’inizio di luglio. L’imbarcazione, battente bandiera liberiana e gestita da una società greca, è stata colpita da droni, barche esplosive telecomandate e razzi mentre navigava nelle acque a sud-ovest del porto yemenita di Al Hudaydah. Gli attacchi si sono susseguiti per più di 24 ore, causando gravi danni alla struttura della nave e costringendo l’equipaggio ad abbandonarla. L’Eternity C è affondata il 9 luglio.

Secondo fonti marittime, a bordo si trovavano circa venticinque persone, inclusi ventidue membri dell’equipaggio e tre guardie di sicurezza. Dieci di loro sono stati salvati in seguito a complesse operazioni di soccorso: si tratta di otto marittimi filippini, una guardia armata indiana e una greca. Cinque persone sono invece considerate morte in seguito agli attacchi iniziali. I restanti dieci membri dell’equipaggio risultano nelle mani degli Houthi, che ne hanno rivendicato ufficialmente il “salvataggio”, diffondendo anche un video in cui alcuni di loro appaiono in buone condizioni, intenti a parlare al telefono con i familiari o a rilasciare brevi dichiarazioni. Il filmato è stato interpretato come un messaggio intimidatorio rivolto all’industria marittima, in cui si ribadisce la volontà di colpire qualsiasi nave diretta verso porti israeliani, indipendentemente dalla nazionalità o dalla bandiera dell’imbarcazione. I miliziani affermano che le aziende devono cessare di collaborare con Israele, altrimenti subiranno attacchi simili. Questo episodio rientra nella campagna marittima lanciata dagli Houthi nel novembre 2023 in sostegno alla causa palestinese, che ha già causato oltre un centinaio di attacchi contro navi commerciali nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden. I governi di Grecia, Filippine e India, in collaborazione con le autorità internazionali, stanno lavorando per ottenere la loro liberazione. Il timore, però, è che questi sequestri possano diventare una nuova arma di pressione in una crisi che si sta rapidamente trasformando in un conflitto ibrido tra guerra militare, propaganda e ostilità economica.

La comunità internazionale ha reagito con forte preoccupazione. Il Segretario generale dell’Onu, António Guterres, ha condannato l’attacco come una grave minaccia alla sicurezza della navigazione e all’ambiente marittimo. Gli Stati Uniti hanno definito il trattenimento dei marittimi un atto di sequestro e hanno chiesto il rilascio immediato degli ostaggi. Anche l’Unione Europea, tramite l’operazione navale Aspides, è coinvolta nelle operazioni di pattugliamento e soccorso nell’area. Nel frattempo, la Grecia ha annunciato l’invio della nave di salvataggio “Giant” nel Mar Rosso. Si tratta di un’unità altamente equipaggiata, capace di affrontare emergenze tecniche, ambientali e sanitarie, con un equipaggio specializzato di quattordici persone. Potrà ospitare fino a quaranta naufraghi ed è destinata a offrire supporto anche in eventuali missioni di recupero o assistenza in caso di nuovi incidenti.

Il caso della Eternity C arriva pochi giorni dopo un altro affondamento, quello della nave Magic Seas, anch’essa colpita da missili houthi. In quel caso, l’equipaggio era stato tratto in salvo senza vittime, ma la preoccupazione per la sicurezza delle rotte commerciali nella regione è in costante aumento.