Emirati Arabi Uniti, stop ai rapporti economici con l’Iran: cresce il rischio di una nuova escalation

La sospensione degli scambi assume un peso particolare perché Dubai rappresenta una delle principali porte economiche dell'Iran verso i mercati internazionali

Mohamed bin Zayed Al Nahyan, presidente degli Emirati Arabi Uniti, con il principe saudita Mohamed bin Salman

Ultimo aggiornamento 19 agosto 2026 - 16:04

Gli Emirati Arabi Uniti hanno deciso di sospendere fino a nuovo avviso tutte le transazioni finanziarie ed economiche con l’Iran, dopo aver denunciato una nuova escalation militare da parte di Teheran. La decisione riaccende i riflettori sui rapporti, da tempo complessi, tra una delle principali potenze economiche e petrolifere del Golfo e la Repubblica islamica. La svolta è arrivata dopo che il ministero della Difesa emiratino ha annunciato di aver rilevato il lancio dall’Iran di due missili balistici. Secondo Abu Dhabi, i vettori erano diretti contro il traffico marittimo. Entrambi sono caduti in mare e non sono stati segnalati danni. Per la prima volta da mesi, i residenti hanno inoltre ricevuto sui telefoni un’allerta che invitava a prestare attenzione a possibili minacce. Successivamente, le autorità hanno comunicato che la situazione era tornata sicura e invitato la popolazione a riprendere le normali attività. Teheran ha respinto la ricostruzione emiratina, definendo «infondata» l’accusa secondo cui i missili avrebbero avuto come obiettivo il traffico marittimo.

La sospensione degli scambi assume un peso particolare perché Dubai rappresenta una delle principali porte economiche dell’Iran verso i mercati internazionali. Nonostante la decisione, Abu Dhabi ribadisce di voler mantenere aperto il canale del dialogo. Afra Al Hameli, direttrice del dipartimento per le comunicazioni strategiche del ministero degli Esteri, ha sottolineato l’impegno degli Emirati per la cooperazione e per la stabilità regionale. Il consigliere diplomatico del presidente emiratino, Anwar Gargash, ha invece smentito le indiscrezioni sulla concessione di facilitazioni finanziarie a Teheran. Gli Emirati sono stati coinvolti nel conflitto regionale iniziato a febbraio con gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran. Dopo gli attacchi sul territorio emiratino, proseguiti fino a maggio, la minaccia si è spostata anche sulle rotte marittime. La società petrolifera nazionale ADNOC ha denunciato attacchi con missili e droni contro alcune delle proprie navi durante il transito nello Stretto di Hormuz, un passaggio strategico per il commercio mondiale di energia.

L’ultimo episodio arriva inoltre alla scadenza della finestra di 60 giorni prevista per i colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran, conclusi senza una svolta. Il timore è che la rottura dei rapporti economici tra Abu Dhabi e Teheran possa diventare un ulteriore elemento di instabilità in una regione già sotto pressione, con possibili conseguenze sulla sicurezza della navigazione, sui prezzi dell’energia e sui mercati globali.