Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato un nuovo giro di vite contro la cosiddetta “flotta ombra” russa, accusata di facilitare l’export illegale di petrolio e derivati aggirando le sanzioni internazionali. Il pacchetto sanzionatorio, pubblicato nelle ultime ore sul sito ufficiale della presidenza ucraina, colpisce 94 persone fisiche e 5 entità giuridiche, tra cui la compagnia Gazpromneft Shipping. “Abbiamo predisposto tre pacchetti di sanzioni: il primo è stato attuato oggi. Per quanto riguarda i capitani delle navi della flotta ombra russa, coordineremo queste misure con i nostri partner internazionali”, ha dichiarato Zelensky in un videomessaggio diffuso sul proprio canale Telegram.
Secondo Kiev, gran parte delle persone sanzionate – 83 su 94 – sono cittadini della Federazione Russa: fra questi, anche alcuni comandanti di navi. A questi si aggiungono cittadini provenienti da altri Paesi, tra cui Bangladesh, Georgia, India, Iran, Cina, Myanmar e Pakistan, sospettati di collaborare attivamente nel commercio clandestino di idrocarburi russi. Il provvedimento riflette l’intensificarsi dell’attenzione ucraina verso la cosiddetta “flotta ombra”, una rete globale di navi cisterna che opererebbe in acque internazionali senza trasponder attivi, con registrazioni dubbie e rotte opache, per eludere il tetto ai prezzi imposto da Stati Uniti e Unione Europea sul greggio russo.
A metà maggio, la Verkhovna Rada – il Parlamento ucraino – aveva già approvato in prima lettura una modifica legislativa alla legge sulle sanzioni, finalizzata proprio a colpire navi e aeromobili coinvolti in questo tipo di traffici. Nella relazione al testo si parla apertamente di una minaccia alla sicurezza nazionale derivante dalle operazioni della flotta ombra russa. Con queste nuove misure, Zelensky prosegue la sua strategia di pressione multilivello contro Mosca, che comprende provvedimenti regolari contro individui e aziende accusati di supportare lo sforzo bellico del Cremlino o di diffondere propaganda anti-ucraina.
L’obiettivo dichiarato di Kiev è duplice: disincentivare la cooperazione internazionale con la Russia nel settore energetico e aumentare i costi operativi per chi aggira le restrizioni imposte dall’Occidente. Le autorità ucraine si aspettano ora una risposta coordinata da parte di partner europei e statunitensi, con l’estensione di misure simili anche su scala transnazionale.