Dopo averlo preannunciato (anche qui su BlueEconomy), l’operatore cinese dello shipping Sea Legend lancia una rotta regolare che per raggiungere l’Europa usa la rotta artica. Sabato 22 partirà dal porto di Ningbo diretta al porto di Felixstowe, il più grande approdo britannico di container. La nave che farà il viaggio, la Dubai Tower, trasporterà 1740 teu e questa percorrenza rappresenta un passo in avanti nello sfruttamento commerciale del passaggio a Nord Est.
Un’opportunità commerciale di sicuro, ma è difficile paragonare questa tratta al Canale di Suez, dove in media passano trenta navi al giorno: intanto perché non è percorribile tutto l’anno, ma soltanto nei mesi estivi e nella prima parte dell’autunno. Quest’anno l’operatore di Pechino prevede soltanto otto viaggi prima che i ghiacci rendano il percorso nuovamente impraticabile. Anche i premi assicurativi per questa rotta sono più alti, di circa il 40%, secondo una stima del Wall Street Journal.
Sempre l’autorevole quotidiano finanziario però aggiunge una prospettiva diversa: in alcune circostanze l’uso del passaggio a Nord-Est dall’Asia all’Europa costa meno che la rotta di Capo di Buona Speranza, quella usata per evitare il rischio degli attacchi dei ribelli Houthi nel Mar Rosso. Tanto per fare un paio di esempi, un carico di gas naturale è più economico del 33% rispetto al percorso abitualmente utilizzato, mentre i cereali scenderebbero dell’8%. Tutto questo sempre se tutto fila liscio: perché ci sono sempre almeno due imprevisti possibili.
Da un lato, il meteo: il ghiaccio non è del tutto scomparso e a volte l’assistenza di una rompighiaccio può servire; anche il permesso di transito nella zona, emesso dall’agenzia statale russa Rosatom, può costituire una variabile burocratica, soprattutto per le nazioni in cattivi rapporti con Mosca. Le stime della società assicurativa Coface sono però ottimiste: si prevede che nel prossimo quinquennio almeno il 3,5% dello shipping tra Asia, Europa e Nord America.
Le prospettive dell’altra rotta artica, quella di Nord-Ovest sopra il Canada, un mito irraggiungibile per secoli di esplorazione europea, non lasciano spazio a particolari ambizioni. Ancora oggi presenta difficoltà, come stretti passaggi tra centinaia di isole dalle coste rocciose e la presenza persistente di blocchi galleggianti di ghiaccio. Il paragone si vede tra le navi commerciali che hanno percorso la rotta negli anni scorsi: nel 2025 sono passate sopra la Russia ventitré imbarcazioni cargo, mentre a nord del continente americano il massimo è stato raggiunto nel 2023 con tredici bastimenti.
La sfida rappresentata da questa rotta è soprattutto geopolitica: il suo sfruttamento commerciale può essere la chiave che consolida l’alleanza economica tra Mosca e Pechino. Da un lato la Cina, che si è recentemente dichiarata nazione “semi-artica”, ha bisogno della Russia per giocare la sua partita strategica al Polo Nord e per rafforzare la sua capacità di navigazione tra i ghiacci. Dall’altra la Russia può sfruttare questa nuova possibilità per uscire dalla morsa delle sanzioni euroamericane. Oppure usarla come un maglio contro le nazioni “nemiche”.