Putin minaccia il sequestro di navi occidentali: alta tensione sui mari

Dopo i sequestri di navi della flotta fantasma russa, Putin minaccia ritorsioni “simmetriche” contro il naviglio occidentale. La tensione sui mari cresce mentre Mosca accusa l’Europa di “pirateria e banditismo”

Vladimir Putin a bordo della nave Varyag

Ultimo aggiornamento 12 agosto 2026 - 15:12

Il presidente russo Vladimir Putin ha alzato bruscamente i toni contro le potenze europee, minacciando ritorsioni dirette contro il naviglio occidentale. Durante una visita a bordo dell’incrociatore Varyag, a margine di alcune esercitazioni navali nell’Estremo Oriente russo, il leader del Cremlino ha reagito duramente al recente sequestro, da parte di Francia e Svezia, di navi sospettate di appartenere alla cosiddetta “flotta fantasma” russa, utilizzata da Mosca per aggirare le sanzioni internazionali legate al conflitto in Ucraina. “Se le autorità di alcuni Paesi continueranno a considerare la possibilità di sequestrare le nostre navi e vendere i beni che ci hanno sottratto, dovremo rispondere in modo simmetrico”, ha dichiarato Putin, definendo le azioni europee come atti di “pirateria e banditismo”. Il presidente ha precisato che Mosca non resterà a guardare e agirà “ovunque lo riterremo necessario e appropriato”. La minaccia russa arriva in un contesto di crescente pressione economica: le nuove sanzioni approvate dall’Unione Europea a fine luglio consentono infatti di procedere alla vendita del petrolio e delle merci confiscate alle imbarcazioni russe che violano l’embargo.

La tensione è palpabile dopo che la Svezia ha recentemente deciso di consegnare all’Ucraina un cargo appartenente alla flotta fantasma, sequestrato a marzo e accusato di trasportare grano sottratto ai territori occupati. L’escalation si inserisce in un quadro di crescente instabilità geopolitica che non riguarda soltanto il fronte europeo, ma si estende fino all’Estremo Oriente. Le manovre navali russe al largo dell’isola di Sakhalin, dove Putin ha pronunciato le sue minacce, precedono di pochi giorni le esercitazioni congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud. Le accuse di Kiev e Seul sulla crescente cooperazione militare tra Mosca e Pyongyang alimentano ulteriormente i timori di un allargamento del conflitto. Con la minaccia di risposte “asimmetriche” contro le navi occidentali, Mosca tenta di innalzare la posta in gioco, trasformando la battaglia economica sui mari in un confronto potenzialmente militare che rischia di rendere le rotte commerciali internazionali ancora più pericolose.