Ucraina, raid russo sul porto di Izmail. Nave civile danneggiata a Odessa

Mosca rivendica attacchi a infrastrutture militari nei porti. Kiev: incendi domati e quattro feriti. Intanto VEB licenzia il capo economista Klepach dopo le critiche ai costi della guerra

Ultimo aggiornamento 17 agosto 2026 - 14:55

Un attacco russo ha colpito nella notte le infrastrutture portuali del distretto di Izmail, nella regione ucraina di Odessa. Lo hanno riferito le autorità locali, precisando che gli incendi provocati dal raid sono stati successivamente domati. Izmail, vicino al confine con la Romania, ospita il principale porto ucraino sul Danubio, snodo strategico per il commercio e le esportazioni del Paese. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che le proprie forze hanno colpito obiettivi militari nell’area portuale, tra cui un terminale utilizzato per lo sbarco di navi con carichi militari, hangar con equipaggiamenti occidentali e depositi di droni navali. Le affermazioni di Mosca non hanno potuto essere verificate indipendentemente. In un attacco separato, la Russia ha riferito di aver colpito a Odessa un’imbarcazione da pattugliamento e depositi di carburante. Il governatore regionale ha invece comunicato che una nave civile battente bandiera del Togo è stata danneggiata e che quattro persone sono rimaste ferite.

Sul fronte economico, intanto, la banca statale russa VEB ha rimosso dall’incarico il suo capo economista Andrei Klepach, dopo alcune dichiarazioni critiche sull’andamento dell’economia e sui costi della guerra in Ucraina. Lo hanno riferito a Reuters due fonti a conoscenza della vicenda. Klepach, uno dei più noti macroeconomisti russi, aveva pronunciato le dichiarazioni a maggio durante un forum economico, ma il contenuto del suo intervento è stato ripreso dai media russi solo la scorsa settimana. L’economista aveva affermato che la Russia sta perdendo terreno nella competizione tecnologica ed economica con l’Occidente e la Cina e aveva avvertito che Mosca non vincerà una guerra di logoramento, mentre i costi del conflitto continuano ad aumentare.

Klepach aveva inoltre previsto il rischio di una crisi sociale, respingendo l’idea che l’Ucraina possa collassare sotto la pressione della guerra. Il suo intervento rappresentava una rara critica pubblica, da parte di un alto dirigente di un’istituzione statale, alle conseguenze economiche del conflitto iniziato da Mosca nel 2022. VEB ha confermato che Klepach non è più capo economista, senza precisare le ragioni della decisione. L’economista, che ricopriva l’incarico dal 2014 e in precedenza aveva lavorato per dieci anni al ministero dell’Economia, ha confermato a Reuters il proprio licenziamento.