Il drone che decolla dalla nave e va lontano: la Marina Usa punta sull’X-Bat

A giugno il programma Rimes aveva già selezionato un team formato da Mach Industries e Whisper Aero per sviluppare l’Atlas, un velivolo più piccolo, da circa 6 mila libbre, con un carico utile di mille libbre

Ultimo aggiornamento 19 agosto 2026 - 12:36

La Marina degli Stati Uniti mette sul tavolo 50 milioni di dollari per accelerare lo sviluppo dell’X-Bat, il nuovo velivolo da combattimento senza pilota di Shield AI. Il finanziamento rientra nel programma Rimes (Runway Independent Maritime Expeditionary Strike), nato per portare a bordo delle navi sistemi capaci di decollare senza bisogno di una pista. Una sorta di “aereo da guerra tascabile”, anche se nel caso dell’X-Bat la parola tascabile è decisamente generosa. L’X-Bat è infatti un gigante da circa 22 mila libbre, poco meno di 10 tonnellate. È progettato per decollare e atterrare verticalmente da navi di dimensioni molto diverse: dalle portaerei alle basi navali spedizionarie, fino ai cacciatorpediniere. Una volta in volo, dovrebbe affrontare missioni d’attacco a lungo raggio e poi tornare alla nave.

Il progetto Shield AI non è però l’unico a ricevere attenzione dalla Marina. A giugno il programma Rimes aveva già selezionato un team formato da Mach Industries e Whisper Aero per sviluppare l’Atlas, un velivolo più piccolo, da circa 6 mila libbre, con un carico utile di mille libbre.

Le due macchine seguono strade tecnologiche molto diverse. L’X-Bat utilizzerà un motore GE Aerospace F110, lo stesso tipo di propulsore impiegato su alcuni caccia, dotato di ugello a spinta vettoriale per consentire le operazioni verticali. L’Atlas, invece, punta su una propulsione ibrida-elettrica con propulsori carenati integrati nelle ali. L’interesse della Marina è chiaro: ottenere droni capaci di colpire a grande distanza senza occupare prezioso spazio sul ponte. In una recente richiesta di informazioni, il requisito indicato era di almeno 1.000 miglia nautiche di autonomia. Per le navi da guerra, insomma, il futuro potrebbe avere ali, missili e pochissimo bisogno di pista.
(FOTO SHIELD AI)