Allerta per possibili attacchi russi con droni a Italia, Francia e Spagna

Sul fronte diplomatico, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito al Consiglio di sicurezza dell'Onu la richiesta di un cessate il fuoco immediato in Ucraina e il sostegno italiano a Kiev

Ultimo aggiornamento 24 settembre 2026 - 06:44

Italia, Francia e Spagna sarebbero state avvertite dall’intelligence statunitense della possibilità di nuovi attacchi russi con droni contro obiettivi nei tre Paesi. Lo riferisce il quotidiano spagnolo El Mundo, secondo cui le informazioni sarebbero state raccolte dalla Cia e condivise con diversi governi europei. Non risultano al momento conferme pubbliche da parte della Cia sui dettagli dell’allerta.

Al centro della segnalazione ci sarebbe il Gerbera, drone russo lungo circa due metri, con un’apertura alare di 2,5 metri, un peso fino a 18 chili e un’autonomia dichiarata di circa 600 chilometri. Il velivolo può trasportare un carico esplosivo di 4-5 chili. Secondo la ricostruzione, l’ipotesi considerata dagli apparati di sicurezza è quella di utilizzare navi mercantili e container come piattaforme mobili, trasportando i droni nascosti a bordo e procedendo al loro lancio in mare, a distanza dalla costa.

La modalità renderebbe più complessa l’individuazione dell’origine dell’attacco e potrebbe consentire di sfruttare navi commerciali difficilmente distinguibili, nella fase iniziale, da qualsiasi altra unità. Il carico relativamente limitato non sarebbe sufficiente a distruggere grandi infrastrutture, ma potrebbe provocare incendi, danneggiare apparecchiature o determinare la temporanea chiusura di un porto o di un aeroporto.

I possibili obiettivi indicati sono soprattutto porti, infrastrutture energetiche, aeroporti e nodi delle comunicazioni costiere. Per l’Italia la minaccia assumerebbe particolare rilievo per la presenza di grandi scali commerciali e terminal energetici lungo le coste e per il ruolo del Paese nelle rotte marittime del Mediterraneo. L’eventuale impiego di container renderebbe inoltre i porti stessi parte del problema di sicurezza, imponendo controlli e sorveglianza sulle movimentazioni marittime.

L’allerta arriva dopo la visita a Mosca del direttore della Cia John Ratcliffe, il 25 agosto. Secondo le ricostruzioni riportate dalla stampa, durante i colloqui con esponenti dell’intelligence russa sarebbe stato trasmesso anche un messaggio contro eventuali attacchi a Paesi Nato.

Il quadro si inserisce in una fase di crescente attenzione europea alle attività ibride russe. Polonia e Paesi baltici hanno segnalato negli ultimi mesi incursioni e attività con droni, mentre l’Italia è coinvolta nel rafforzamento della cooperazione europea sulla difesa aerea e antimissilistica.

Sul fronte diplomatico, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito al Consiglio di sicurezza dell’Onu la richiesta di un cessate il fuoco immediato in Ucraina e il sostegno italiano a Kiev, con particolare attenzione alla resilienza energetica e alla ricostruzione. La Farnesina conferma inoltre l’impegno italiano per rafforzare la protezione delle infrastrutture ucraine e preparare l’inverno.

Tajani si trova a New York nell’ambito dell’81ª Assemblea generale dell’Onu, dove l’Italia ha sottolineato anche l’importanza della sicurezza delle rotte marittime e delle infrastrutture essenziali.

Intanto, sul fronte della difesa, Italia, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi, Danimarca, Norvegia, Svezia e Ucraina partecipano alla coalizione per il programma europeo FREYJA, finalizzato allo sviluppo di capacità antibalistiche.

La combinazione tra droni a basso costo, navi commerciali e container introduce così una nuova potenziale vulnerabilità per il sistema portuale e logistico europeo: non solo la difesa dello spazio aereo, ma anche la capacità di controllare le piattaforme civili che potrebbero essere utilizzate per operazioni sotto la soglia di un attacco militare convenzionale.