Sicurezza informatica, in Italia navi e porti nel mirino

Nel 2026 17 attacchi informatici, Quacivi (Agenzia della cybersicurezza nazionale): "Con la Nis 2 più consapevolezza, ma l'Intelligenza Artificiale allarga il fronte". Diporto, il Mit presenta i numeri dei sinistri in mare nel 2025

Fabrizio Ferrari, presidente di Confindustria Genova, e Andrea Quacivi, direttore generale dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, durante il convegno

Ultimo aggiornamento 1 ottobre 2026 - 20:33

Nel 2026 ci sono stati 17 attacchi hacker, di cui 2 gravi, che hanno colpito il settore marittimo-portuale italiano. Le cifre arrivano dal direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), Andrea Quacivi, intervenuto ieri al Salone Nautico a un convegno sulla Cybersicurezza nella Blue Economy, organizzato da Confindustria Genova e Confindustria Nautica.

L’obbligo per le imprese marittimo-portuali di seguire standard adeguati di sicurezza informatica è previsto dalla Direttiva europea Nis 2, recepita in Italia dal decreto legislativo 138/2024, che è entrato pienamente in vigore proprio al principio di quest’anno. Quacivi ha spiegato che in Italia a essere soggetti alla Nis 2 sono «234 soggetti totali, di cui 114 essenziali: 95 compagnie di navigazione (50 essenziali), 123 organi di gestione portuale (54 essenziali) e un gestore Vessel Traffic Services (Vts) essenziale». Il direttore ha sottolineato come la norma abbia reso le aziende più consapevoli dei rischi, ma anche che la diffusione dell’informatica in ambiti sempre maggiori e l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale hanno allargato la superficie d’attacco a cui il settore è soggetto.

Per quanto riguarda le tipologie di attacco, «gli impatti principali hanno riguardato indisponibilità dei servizi, compromissione di sistemi e account, esposizione o manipolazione di dati. Le minacce più ricorrenti sono state DDoS, uso di credenziali compromesse, sfruttamento di vulnerabilità, malware. In un’occasione è stato registrato anche un incidente ransomware, in cui la compromissione dei sistemi si è affiancata all’esfiltrazione di dati, con impatti non solo sull’operatività ma anche sulla confidenzialità delle informazioni».

Diporto, i numeri dei sinistri in mare

Di sicurezza, ma questa volta di sinistri nel diporto, si è occupato ieri al Salone un altro convegno. Presentando il report “Il diporto nautico in Italia”, Daniele Lazzaretti, dirigente dell’Ufficio di statistica del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha spiegato che nel 2025 gli incidenti sono cresciuti (342 rispetto ai 332 del 2024), ma con un calo di feriti (da 71 del 2024 a 61) e di decessi (da 19 a 7).