La Corte Suprema dello Sri Lanka ha condannato i responsabili del disastro ambientale causato dalla portacontainer X-Press Pearl a risarcire il Paese con una cifra record di un miliardo di dollari. Il verdetto, contenuto in una sentenza di 361 pagine, arriva a quattro anni dall’affondamento della nave al largo di Colombo, avvenuto nel giugno 2021, in seguito a un incendio scoppiato a bordo. La nave trasportava materiali altamente tossici, tra cui acido nitrico e milioni di pellet plastici (nurdles), che si sono dispersi nell’oceano causando quello che è stato definito il peggior disastro marittimo plastico mai registrato.
Secondo i giudici, le società coinvolte – tra cui l’armatore EOS Ro Pte Ltd, il noleggiatore Killiney Shipping Pte Ltd e l’agente locale Sea Consortium Lanka (Pvt.) Ltd – dovranno versare i risarcimenti in tre tranche, la prima delle quali, pari a 250 milioni di dollari, dovrà essere corrisposta entro il 23 settembre 2025. Le altre due seguiranno nei sei e dodici mesi successivi. La Corte ha inoltre lasciato aperta la possibilità di ulteriori compensazioni su ordine giudiziario. Le conseguenze dell’incidente sono state devastanti: oltre 70 miliardi di nurdles hanno contaminato le coste dello Sri Lanka, causando la morte di centinaia di animali marini, tra cui tartarughe, delfini e balene. L’ecosistema costiero ha subito danni ingenti e le comunità di pescatori sono rimaste senza reddito per oltre un anno a causa del divieto di pesca imposto dal governo. Con questa sentenza, le autorità dello Sri Lanka mirano a segnare un precedente nella tutela dell’ambiente marino e nella responsabilizzazione delle compagnie di navigazione internazionali.