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Le condizioni meteorologiche avverse e le sfide operative stanno ostacolando i soccorsi per la petroliera Caroline Bezengi, incagliata al largo della costa dell’Oman e responsabile di una perdita di greggio russo in un’area marina protetta. La nave, appartenente alla flotta ombra russa e sanzionata da diversi Paesi occidentali, trasportava circa 800.000 barili di petrolio ed è finita sulle secche il 30 giugno in seguito a un attacco inspiegabile. La chiazza di petrolio ha raggiunto la riserva naturale e la costa mercoledì scorso. Le operazioni di recupero, coordinate con la società di gestione dei rischi Ambrey, affrontano gravi difficoltà a causa del monsone, dei fondali rocciosi e bassi, e dei danni strutturali subiti dalla nave, allagata su un lato. Nonostante le stime della marea nera varino da 400 a 2.000 chilometri quadrati, la situazione di emergenza continua a minacciare la fauna selvatica locale, tra cui megattere e cormorani di Socotra.