L’India ha lanciato il 30 luglio scorso la prima polizza P&I (che copre cioè la responsabilità civile verso terzi in caso di incidenti marittimi) della sua storia. Copre il rimorchiatore Trishul e due chiatte che operano in acque costiere e interne indiane. Si tratta per il momento di un test in acque nazionali, ma l’obiettivo di Nuova Delhi è arrivare a assicurare entro il 2027 anche una grande nave oceanica.
La copertura è stata prodotta da The New India Assurance Company e offre protezione finanziaria fino a 1,5 miliardi di dollari grazie al fondo Bharat Maritime Insurance Pool (Bmip, gestito dal riassicuratore pubblico General Insurance Corporation of India – Gic Re), garantito dallo Stato indiano. La polizza P&I è stata consegnata alla Shipping Corporation of India (Sci) dal Segretario dei servizi finanziari Sanjay Lohia, un alto funzionario dei ministero delle Finanze.
I risultati del Pool: il crollo dei premi per i rischi guerra
A pochi mesi dal suo debutto strategico lo scorso 12 maggio, il Bharat Maritime Insurance Pool ha cominciato a raccogliere i primi frutti concreti. Nel settore assicurativo marittimo il Bmip è stato interpretato come uno strumento di risposta alle vulnerabilità emerse durante le recenti crisi geopolitiche e secondo gli esperti ci vorranno anni prima che possa diventare un motore di efficienza economica per lo shipping nazionale. In concomitanza con lo storico lancio della copertura Protection and Indemnity (P&I) dedicata alla responsabilità civile, il ministero delle Finanze indiano ha diffuso il primo bilancio ufficiale dall’avvio del fondo sovrano, delineando un quadro operativo caratterizzato da una rapida adozione e da un forte impatto calmierante sui mercati.
I numeri presentati dal Segretariato dei servizi finanziari riguardano la copertura dei rischi di guerra per scafi e merci di proprietà degli armatori contraenti, quindi non per i danni a terzi, che saranno coperti dalle polizze P&I. Dal momento della sua attivazione formale, il pool ha già emesso ben 1.608 polizze per rischi di guerra, suddivise tra le coperture “Hull” per gli scafi e quelle “Cargo” per le merci trasportate. Questo massiccio volume di contratti mostra come gli armatori e i caricatori indiani abbiano risposto all’appello del governo, scegliendo la tutela patriottica garantita da Gic Re.
Il dato più rilevante per gli operatori commerciali riguarda il calo dei costi. L’introduzione del fondo da 1,5 miliardi di dollari, blindato dalla garanzia statale di ultima istanza, ha spezzato la spirale rialzista innescata dalle tensioni in Medio Oriente. Secondo i dati ministeriali, i tassi dei premi per i rischi di guerra hanno registrato una contrazione immediata compresa tra il 35 e il 40 per cento rispetto ai picchi registrati sui mercati occidentali. Questa sforbiciata tariffaria si traduce in un risparmio che potrebbe essere milionario per la flotta indiana, garantendo secondo il ministero la competitività delle esportazioni e la stabilità dei prezzi dei beni importati di prima necessità. Il consolidamento di questa prima fase ha spianato la strada al secondo e più complesso pilastro del piano, ovvero il debutto della polizza di responsabilità civile che ha appena tutelato i primi asset costieri della Shipping Corporation of India.