Polizia di frontiera, a Civitavecchia in 64 per cinque milioni di passeggeri

Visita al porto di Roma del presidente della commissione Trasporti, Deidda: "Rappresenterò il tema al ministero". Il presidente dell'Autorità portuale, Latrofa: "Ora ampliamo le infrastrutture dedicate, specie in area Nord"

Da sinistra: Deidda, Converso e Latrofa

Ultimo aggiornamento 3 settembre 2026 - 16:03

Civitavecchia – Il presidente della commissione Trasporti alla Camera, Salvatore Deidda, e il presidente dell’Autorità di sistema portuale di Civitavecchia, Raffaele Latrofa, hanno visitato oggi la sede del commissariato di polizia di Frontiera del porto di Roma, dove sono stati accolti dal sostituto commissario Alessandro Converso. Una visita che ha consentito di fare il punto sulle esigenze operative della polizia di Frontiera in uno scalo nel quale, tra crociere e Autostrade del mare, transitano ogni anno oltre cinque milioni di passeggeri, e di approfondire in particolare le necessità connesse alla crescita dei traffici e all’utilizzo delle nuove banchine nell’area Nord del porto.
Deidda ha ringraziato il personale della polizia di Frontiera, e in particolare per la gestione dell’emergenza verificatasi recentemente in occasione del nuovo collegamento marittimo con Tunisi.
Il presidente della commissione Trasporti ha quindi preso atto della situazione dell’organico del commissariato, che con sole 64 unità, è chiamato a garantire le attività di competenza nel primo porto italiano per numero crocieristi.
“I numeri parlano da soli – spiega Deidda -. È una situazione che merita attenzione, perché alla crescita e allo sviluppo del porto devono necessariamente accompagnarsi strumenti e risorse adeguati sul fronte della sicurezza e dei controlli. Rappresenterò al ministero questa situazione che necessita di essere attenzionata, come merita il primo porto crocieristico italiano”.
Al centro dell’incontro anche le esigenze relative ai dispositivi e alle infrastrutture necessarie per agevolare i controlli di frontiera.
Esigenze che l’Adsp ha già individuato e sulle quali è in corso il lavoro degli uffici per arrivare a soluzioni concrete: “Le necessità della polizia di Frontiera ci sono note e non partiamo certamente da oggi – sottolinea Latrofa -. Siamo già al lavoro sulle richieste che ci sono state rappresentate, sia per quanto riguarda i dispositivi sia per gli interventi infrastrutturali necessari nelle nuove aree a Nord del porto. L’obiettivo è dare risposte concrete nel più breve tempo possibile, per tutto ciò che rientra nelle competenze dell’Autorità di sistema portuale”.
Latrofa ha quindi sottolineato il valore del lavoro svolto dagli operatori del commissariato nonostante le difficoltà: “I risultati ottenuti dalla polizia di Frontiera, anche nelle situazioni più complesse, dimostrano la qualità e la professionalità delle donne e degli uomini che lavorano nel porto di Civitavecchia. A loro va il nostro ringraziamento. Proprio perché conosciamo bene il peso del lavoro che svolgono, non possiamo limitarci a prendere atto delle criticità: dobbiamo contribuire a risolverle e lo stiamo già facendo. Un porto che cresce nei traffici deve crescere contemporaneamente nella capacità di garantire sicurezza, controlli efficienti e infrastrutture adeguate”.
“Civitavecchia – conclude il numero uno dei porti di Roma – ha un grande punto di forza: la capacità di fare squadra. Adsp, Capitaneria di porto, forze dell’ordine e tutte le istituzioni coinvolte hanno dimostrato, anche nei momenti di maggiore pressione, di saper lavorare insieme. È questo il metodo che intendiamo rafforzare. La sicurezza non è un elemento accessorio dello sviluppo del porto: è una condizione indispensabile per continuare a crescere. E alle esigenze di chi ogni giorno è chiamato a garantirla dobbiamo dare risposte, non soltanto riconoscimenti”.