Accordo sui dazi, troppe incertezze sulle esenzioni / ANALISI

Se l’obiettivo dell'accordo era di evitare incertezza per le imprese, va rilevato che non è definitivo, avendo natura di un’intesa sui principi generali per i futuri rapporti commerciali

Vini e liquori dovrebbero essere esentati dai dazi

Ultimo aggiornamento 8 agosto 2025 - 16:19

L’accordo sui dazi  raggiunto oggi più conveniente per gli Stati Uniti che per l’Italia, con prodotti del made in Italy che, dal 1° agosto, passano da un dazio zero o inferiore al 5% al nuovo dazio del 15%. Teniamo presente che, prima della guerra commerciale, l’aliquota media statunitense sui prodotti europei era dell’1,47%: il dazio sul prosciutto, per esempio, passa dal 6,4% al 15%.

Sara Armella

 

Considerato che Stati Uniti ed Europa condividono la più grande relazione economica del mondo e che l’Unione europea rappresenta il più grande blocco commerciale mondiale, ci si attendeva un’intesa più reciprocamente vantaggiosa, analoga a quella del Regno Unito, con dazi al 10%, mentre il risultato raggiunto ci affianca al Giappone, pur essendo l’Europa un alleato storico degli Stati Uniti, che aveva già fatto concessioni importanti, come l’impegno a incrementare le spese militari al 5% del Pil e l’esenzione delle multinazionali americane dalla Global minimum tax.

Ma tutto questo non è servito, forse anche per la strategia europea di non adottare immediate contromisure e lasciare, invece, spazio alla diplomazia. L’accordo raggiunto avrà effetti importanti per le esportazioni italiane, considerato che gli Usa sono il primo mercato di destinazione del nostro export e che, secondo il Centro studi Confindustria, le nostre vendite negli Usa si ridurranno di 22,6 miliardi, perdendo oltre un terzo del valore delle esportazioni nel mercato statunitense, con un impatto stimato di cerca mezzo punto di Prodotto interno lordo.

Se l’obiettivo dell’accordo era di evitare incertezza per le imprese, va rilevato che non è definitivo, avendo natura di un’intesa sui principi generali per i futuri rapporti commerciali, che difficilmente saranno formalizzati in un trattato. Tra gli aspetti più controversi, vi è il perimetro delle esenzioni, le tariffe “zero per zero”, annunciate su aeromobili e componenti, “certi prodotti chimici”, alcuni semiconduttori, “certi prodotti agricoli” e alcune risorse e materie prime critiche, lasciando molta indeterminatezza sull’estensione di questi settori a dazio zero, anche per i prodotti europei.

Tra le questioni irrisolte dell’azzeramento dei dazi nell’Unione europea c’è quella dei liquori e dei vini, ha confermato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, alla stampa. Inoltre, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato che l’Ue azzererà i dazi sulle importazioni di prodotti statunitensi, lasciando intendere che questo esonero riguarderebbe tutti i settori.