Hormuz, attaccata una nave portarinfuse: morto un marittimo

L'episodio si inserisce in una sequenza di incidenti che, secondo il Joint Maritime Information Center (JMIC), sta aumentando di frequenza nelle acque di Hormuz

Ultimo aggiornamento 19 agosto 2026 - 11:39

Continuano gli attacchi contro le navi commerciali nello Stretto di Hormuz, dove un marittimo è morto dopo il colpo subito dalla bulk carrier Minoan Dignity, battente bandiera liberiana. L’incidente è avvenuto il 17 agosto mentre la nave era in transito verso l’uscita dello Stretto, lungo il corridoio meridionale nelle acque dell’Oman. La segnalazione è stata raccolta dall’United Kingdom Maritime Trade Operations (UKMTO), secondo cui un responsabile della sicurezza della compagnia ha riferito che una nave non identificata era stata colpita da un proiettile di origine sconosciuta. L’impatto ha danneggiato la sala macchine e provocato una vittima tra l’equipaggio. Gli altri marittimi sono stati assistiti dalla Guardia costiera omanita.

La società di sicurezza marittima Vanguard Tech ha riferito che il colpo alla sala macchine ha causato la morte di un membro dell’equipaggio. Due tentativi di evacuare gli altri marittimi con un elicottero non sarebbero andati a buon fine, rendendo necessario l’intervento della Guardia costiera dell’Oman per le operazioni di soccorso. La notizia è stata confermata dall’Intercargo, l’associazione internazionale che rappresenta il settore del trasporto marittimo di rinfuse secche. «Siamo profondamente addolorati dalle notizie secondo cui un marittimo a bordo della Minoan Dignity ha perso la vita in seguito a un attacco alla nave mentre transitava nello Stretto di Hormuz», ha dichiarato l’associazione, esprimendo le proprie condoglianze alla famiglia e ai colleghi della vittima e preoccupazione per gli altri membri dell’equipaggio. Intercargo ha ribadito che i marittimi sono civili e non devono mai diventare bersagli o vittime collaterali dei conflitti geopolitici, chiedendo a tutte le parti di rispettare il diritto internazionale e di garantire la sicurezza delle navi mercantili e dei loro equipaggi.

Al momento non sono state segnalate conseguenze ambientali legate all’attacco. L’episodio si inserisce in una sequenza di incidenti che, secondo il Joint Maritime Information Center (JMIC), sta aumentando di frequenza nelle acque di Hormuz. Il 13 e 14 agosto tre navi collegate ad ADNOC erano state colpite nello Stretto. Il 13 agosto erano state interessate due petroliere in uscita, la Navig8 Messi, di proprietà di Navig8, società controllata in maggioranza da ADNOC L&S, e la petroliera Aframax liberiana Tarif, appartenente ad ADNOC L&S. Il giorno successivo era stata colpita la portarinfuse Al Watan, anch’essa di ADNOC L&S, durante un transito in ingresso. Il 17 agosto, inoltre, l’Iran ha affermato di aver fermato nello Stretto una petroliera che ha descritto come di proprietà emiratina, accusandola di non aver seguito la rotta settentrionale iraniana e di non aver pagato i diritti richiesti per il transito. Teheran non riconosce il corridoio meridionale nelle acque dell’Oman e ha ripetutamente minacciato e attaccato navi che tentano di utilizzare quella rotta. La crescente frequenza degli episodi alimenta così l’incertezza sulla sicurezza di uno dei principali passaggi marittimi mondiali, attraverso il quale transitano importanti flussi di petrolio e gas.