La strategia dell’Unione europea per la sicurezza del Mar Nero

La strategia prevede anche investimenti nella mobilità militare: saranno potenziati porti, ferrovie e aeroporti per garantire rapidità nei movimenti delle truppe e delle attrezzature pesanti, in linea con gli obiettivi Nato

L'Alto Rappresentante Kaja Kallas

Ultimo aggiornamento 8 giugno 2025 - 00:00

Bruxelles – La Commissione europea ha presentato una strategia ambiziosa per il Mar Nero, al centro di una conferenza stampa con l’Alto Rappresentante Kaja Kallas e i Commissari Marta Kos e Jozef Síkela. La strategia, articolata in tre pilastri, mette il mare al centro della sicurezza europea: si punta a rafforzare la sorveglianza marittima, sviluppare infrastrutture intermodali verso il Caucaso e l’Asia centrale, e rilanciare l’economia blu dei Paesi rivieraschi, in particolare quelli più colpiti dalla guerra in Ucraina. «La sicurezza del Mar Nero è parte integrante della sicurezza europea», ha dichiarato Kallas, annunciando la creazione di un hub marittimo europeo, concepito come piattaforma per l’allerta precoce e il monitoraggio delle infrastrutture critiche, dei cavi sottomarini e dei traffici strategici. L’hub, ancora in fase di definizione, sarà realizzato in collaborazione con gli Stati membri e potrà contribuire in futuro anche al controllo di eventuali cessate il fuoco tra Russia e Ucraina.

La strategia prevede inoltre investimenti nella mobilità militare: saranno potenziati porti, ferrovie e aeroporti per garantire rapidità nei movimenti delle truppe e delle attrezzature pesanti, in linea con gli obiettivi Nato. Particolare attenzione sarà rivolta alla sorveglianza degli assetti portuali, inclusa la proprietà straniera, considerata un possibile fattore di rischio. Accanto al pilastro della difesa, l’Ue punta anche sulla connettività economica e tecnologica, con particolare attenzione ai corridoi alternativi alle rotte russe. «Il Mar Nero è un ponte verso il Caucaso e l’Asia centrale», ha ricordato la Commissaria per l’allargamento Marta Kos, sottolineando l’urgenza di investire in nuove vie energetiche, digitali e di trasporto. I progetti saranno finanziati attraverso l’iniziativa Global Gateway e dovranno rispettare gli standard ambientali e sociali dell’Ue. Nel contesto della guerra in Ucraina, il Mar Nero si è imposto come crocevia per il commercio del grano, l’accesso alle materie prime critiche e la stabilità delle catene logistiche globali. Il nuovo piano strategico punta dunque a consolidare la libertà di navigazione e la sicurezza delle rotte marittime, oggi messe a rischio da mine, ordigni inesplosi e dall’operatività della cosiddetta shadow fleet russa.

Il terzo pilastro guarda al mare come risorsa ambientale e sociale. Verranno finanziati progetti per la protezione degli ecosistemi marini, il contenimento dell’inquinamento legato al conflitto, la resilienza climatica delle comunità costiere e lo sviluppo dell’economia blu. La regione del Mar Nero, infatti, presenta livelli di inquinamento marino doppi rispetto al Mediterraneo e concentrazioni di sostanze tossiche spesso oltre la soglia di rischio. «Vogliamo aiutare questi Paesi a trasformare la crisi in opportunità», ha detto Kos. Accanto al piano marittimo, Bruxelles ha approvato una misura tecnica ma strategica: la semplificazione della Garanzia per l’Azione Esterna. Questo permetterà di mobilitare fino a 10 miliardi di nuovi investimenti nei Paesi partner grazie al riutilizzo di 500 milioni di fondi non spesi. La misura, presentata dal Commissario per i Partenariati internazionali Síkela, prevede anche una riduzione delle coperture Ue sui prestiti sovrani della Bei dal 65 al 60% e una semplificazione degli audit per le istituzioni finanziarie, con un risparmio stimato di 20 milioni di euro. Nel corso del dibattito con i giornalisti, l’Alto Rappresentante ha ribadito la rilevanza strategica della regione per l’Ucraina e la Moldova e ha risposto a domande su sicurezza marittima, shadow fleet, e cooperazione con la Nato. Interrogata sull’impatto degli attacchi informatici cinesi al summit UE-Cina previsto per luglio, Kallas ha assicurato che l’Europa rimane determinata a difendere la propria sicurezza digitale e affronterà la questione «caso per caso». Infine, la Commissaria Kos si è detta “ottimista” sulla possibilità di aprire il primo cluster dei negoziati di adesione con l’Ucraina entro giugno, mentre la strategia energetica prevede il progressivo sganciamento dei Paesi rivieraschi dalla dipendenza dal gas russo, sull’esempio dell’integrazione elettrica già avviata per Ucraina e Moldova.

Con questo doppio intervento – politico e finanziario – l’Unione Europea si candida a giocare un ruolo centrale nel futuro del Mar Nero, rafforzando la propria presenza in una regione sempre più cruciale per gli equilibri geopolitici e per la sicurezza collettiva del continente. —