Registri marittimi, le Isole Comore varano l’operazione trasparenza

La scelta di centralizzare il processo risponde a crescenti preoccupazioni legate alla proliferazione di registrazioni potenzialmente fraudolente

Ultimo aggiornamento 8 agosto 2025 - 16:18

Le Comore hanno deciso di riportare sotto il controllo diretto dell’amministrazione centrale la registrazione delle navi battenti bandiera comoriana. A fine giugno il governo ha revocato i poteri ai delegati che, fino a quel momento, potevano rilasciare certificati di registrazione. Ora, solo l’ufficio centrale potrà emettere tali documenti, secondo quanto riferito dal responsabile del registro navale.

Questa misura fa parte di un più ampio piano per verificare l’entità reale della flotta nazionale. Secondo dati di Lloyd’s List Intelligence, nel luglio scorso erano 480 le imbarcazioni che trasmettevano codici MMSI associati alle Comore: tra queste, 118 sono soggette a sanzioni da parte di Stati Uniti, Unione Europea o Regno Unito. Il governo ha avviato un “tonnage assessment”, ovvero un censimento ufficiale per stabilire quanti e quali siano effettivamente i cargo registrati. Solo al termine di questa verifica sarà possibile fornire dati precisi.

La scelta di centralizzare il processo risponde a crescenti preoccupazioni legate alla proliferazione di registrazioni potenzialmente fraudolente. In passato, una società estera sanzionata – Intershipping Services LLC – era accusata di operare registrazioni sotto la bandiera comoriana in mancanza di validi mandati: un accordo tra le parti era infatti scaduto già nel 2013. Ciò ha favorito casi di cosiddetti “flag hopping”, una pratica usata per eludere sanzioni e garantire continuità operativa a navi senza scrupoli. Molte di queste erano coinvolte nel cosiddetto “shadow fleet”, la flotta ombra usata per il traffico di greggio russo in violazione delle misure internazionali.