Questa sera la commissione Trasporti alla Camera ha votato 5 futuri presidenti di Autorità portuale (dovevano essere 6, ma ovviamente Gurrieri è stato espunto). Si tratta di Gariglio (Livorno), Rizzo (Messina, l’unico che ha ricevuto un voto negativo da un franco tiratore del centrodestra), Cuccaro (Napoli), Benevolo (Ravenna) e Gugliotti (Taranto) dopo che due settimane fa la commissione diede l’ok su Paroli (Genova: unico già votato al Senato e oggi presidente in carica), Pisano (La Spezia), Latrofa (Civitavecchia, nominato ieri commissario dell’ente) e Mastro (Bari).
Gasparato (Venezia) invece è ancora da audire e votare in ambo le Camere. Gli 8 presidenti in pectore devono invece essere votati al Senato, questa settimana o la prossima, così il Mit potrebbe far partire le nomine prima della pausa estiva. Se Palazzo Madama dovesse prendersi più tempo, le nomine slitterebbero a settembre: il viceministro Edoardo Rixi ha già anticipato l’intenzione di inviare le lettere indipendentemente dall’atteggiamento dilatorio delle Camere dovuto, denuncia l’opposizione, dai contrasti in seno alla maggioranza: mossa che però porrebbe allo scoperto proprio i contrasti di cui sopra.
Alla Camera ieri il M5S ha disertato la commissione e inviato un esposto all’Anac per il conflitto di interessi di Cuccaro, fino a pochi giorni fa numero uno dell’Alilauro, compagnia molto importante per il porto di Napoli di cui ora il manager diventerà presidente. Nella maggioranza, le dimissioni di Gurrieri lasciano la Lega nella necessità di trovare un nuovo nome per Trieste mentre filtra il malumore del ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, sia per il ritardo sulle nomine che per la mancata di riforma dei porti (mentre l’Autorità Trasporti si sta prendendo i suoi spazi su concessioni e altre competenze).
La partita si incrocia con le designazioni ancora da mettere nero su bianco a Palermo (che vede contrapposte Lega da una parte, FdI e Forza Italia dall’altra) e Cagliari, dove il tiepido appoggio della Regione a Federica Montaresi, e l’intenzione di Pisano di non privarsi del suo segretario generale, starebbe spianando la strada a Natale Diten. Sullo sfondo, un possibile nuovo braccio di ferro a settembre per Gioia Tauro. —