Il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz ha toccato il minimo storico. Secondo un rapporto pubblicato il 17 agosto da S&P Global Commodities at Sea (CAS), appena una nave ha attraversato il passaggio strategico il 16 agosto, in netto calo rispetto alle otto registrate il giorno precedente. L’unica unità a transitare è stata la Lubna, una nave cisterna di tipo MR acquisita a giugno dalla National Chemical Carriers (società controllata congiuntamente da Bahri e SABIC). La petroliera si è mossa dal Golfo di Oman senza trasmettere segnali visibili ed è stata localizzata il 17 agosto al largo della penisola di Musandam, con rotta verso il porto di Mina Saqr, negli Emirati Arabi Uniti. Al momento, le aziende proprietarie non hanno rilasciato dichiarazioni.
La drastica riduzione dei transiti si inserisce in un quadro di crescente tensione e insicurezza nella regione. Il Joint Maritime Information Center, sostenuto dalla Marina degli Stati Uniti, ha segnalato tre attacchi a navi nell’area di Hormuz nell’arco di settantadue ore, aggiornando i dati al 16 agosto. La situazione è confermata anche dalle autorità degli Emirati Arabi Uniti: il Ministero degli Esteri ha reso noto che un attacco iraniano ha preso di mira una nave affiliata alla compagnia nazionale ADNOC durante il transito nello stretto. L’episodio fa seguito ad altri attacchi simili registrati nei giorni precedenti, alimentando i timori per la sicurezza delle rotte energetiche globali. Parallelamente, anche lo Stretto di Bab al-Mandab mostra segnali di rallentamento, sebbene contenuti rispetto a Hormuz. Nello stesso periodo, il traffico è sceso a 37 navi rispetto alle 40 del 15 agosto. Tra i passaggi rilevati figurano la petroliera pakistana Mardan, diretta a sud dopo aver caricato greggio saudita a Yanbu, e la VLCC He Ping Hai, in rotta verso nord.