Traffico di droga, la Turchia rilascia un comandante croato

A quasi due anni dall’arresto e a dieci mesi dalla condanna, Bekavac – 62 anni, con oltre quattro decenni di esperienza in mare e mai coinvolto in precedenti accuse – è stato liberato e trasferito subito in Croazia

Marko Bekavac (Fb)

Ultimo aggiornamento 12 agosto 2025 - 18:48

La Turchia ha disposto il rilascio inaspettato del comandante croato Marko Bekavac, condannato a trent’anni di carcere dopo che, lo scorso ottobre 2023, furono scoperti 137 kg di cocaina nella stiva della nave Phoenician M, battente bandiera panamense, giunta al porto di Ereğli dalla Colombia. La decisione ha sorpreso sia il comandante che la sua famiglia, che hanno espresso profonda gratitudine al governo croato per l’impegno diplomatico profuso.

A quasi due anni dall’arresto e a dieci mesi dalla condanna, Bekavac – 62 anni, con oltre quattro decenni di esperienza in mare e mai coinvolto in precedenti accuse – è stato liberato e trasferito subito in Croazia. Al suo fianco, però, resta in carcere il primo ufficiale Ali Albokhari, condannato anch’egli a trent’anni, in attesa dell’esito di un appello. Il caso aveva scosso fin da subito la comunità marittima internazionale: durante l’ispezione al porto turco, le autorità arrestarono anche otto membri dell’equipaggio, tutti poi prosciolti per mancanza di prove. Bekavac aveva denunciato problemi di sicurezza già durante la sosta in Colombia, segnalando una scoperta sospetta di una piccola quantità di droga e chiedendo misure aggiuntive, senza però ottenere risposte concrete dai gestori della nave. Tutto il materiale con i sospetti narcotici era stato trovato in un punto specifico del carico, senza alcun coinvolgimento comprovato dell’equipaggio. Nemmeno impronte digitali o elementi diretti sono mai emersi durante il processo.

Organizzazioni di categoria come la International Transport Workers’ Federation (ITF) avevano definito la condanna “ridicola”, denunciando una criminalizzazione sistematica dei marittimi, ritenuti colpevoli per responsabilità di comando senza prove tangibili. Secondo la federazione, casi simili evidenziano una grave violazione dei diritti umani e una normativa penalmente ingiusta applicata nei confronti dei lavoratori del mare.

La sorprendente scarcerazione è apparsa come un’ambigua inversione di tendenza. I media riferiscono che il ministro della Giustizia turco avrebbe spiegato che Bekavac è stato consegnato alle autorità croate per “ulteriori procedimenti legali”. Ma non esiste alcun atto ufficiale registrato che confermi il rilascio, né nei registri giudiziari turchi né in quelli del tribunale d’appello. La moglie di Albokhari ha raccontato l’angoscia vissuta nelle 48 ore precedenti, quando il telefono del marito era spento e il carcere stesso sembrava incredulo per quanto avvenuto. Il comandante Bekavac ha potuto riabbracciare i suoi cari già l’11 agosto, mentre Albokhari attende ancora il verdetto definitivo della Suprema Corte turca. Il caso resta al centro di un acceso dibattito internazionale sulla tutela dei diritti degli equipaggi navali e sul principio di presunzione di innocenza.