La Svezia consegnerà all’Ucraina una nave della “flotta ombra” russa

La nave in questione è la Caffa, un mercantile di 96 metri che navigava sotto una falsa bandiera della Guinea ed era diretto a San Pietroburgo. Il blitz delle forze di polizia svedesi era scattato lo scorso 6 marzo

La nave Caffa (foto VesselFinder)

Ultimo aggiornamento 10 agosto 2026 - 18:21

La Svezia si appresta a consegnare alle autorità di Kiev un cargo sequestrato appartenente alla cosiddetta “flotta ombra” russa, sospettato di aver trasportato grano rubato nei territori ucraini occupati. Lo rivelano i documenti giudiziari ottenuti dall’agenzia AFP, dopo che la Corte Suprema svedese ha respinto il ricorso presentato dalla società armatrice Caffa Shipping Ltd per bloccare il trasferimento, confermando le sentenze già emesse da due tribunali di grado inferiore.

La nave in questione è la Caffa, un mercantile di 96 metri che navigava sotto una falsa bandiera della Guinea ed era diretto a San Pietroburgo. Il blitz delle forze di polizia svedesi era scattato lo scorso 6 marzo al largo di Trelleborg, sulla costa meridionale del Paese, in seguito a una richiesta di assistenza giudiziaria avanzata dall’Ucraina. A bordo dell’imbarcazione, condotta da un equipaggio composto per dieci undicesimi da cittadini russi, le autorità hanno riscontrato le caratteristiche tipiche dei vascelli usati da Mosca per eludere le sanzioni occidentali: vetustà, precarie condizioni di manutenzione, assenza di adeguate coperture assicurative e proprietà opache. Secondo quanto dichiarato dal commissario ucraino per le sanzioni, Vladyslav Vlasiuk, il cargo era stato impiegato nel luglio 2025 per imbarcare cereali sottratti nel porto di Sebastopoli, in Crimea, e successivamente scaricati nel porto siriano di Tartus. La decisione dei giudici svedesi rappresenta la prima volta in cui un tribunale ordina la consegna a Kiev di una nave russa coinvolta nel traffico illegale di grano ucraino, stabilendo un precedente legale di grande rilevanza strategica e simbolica.

Entusiasta la reazione del ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, che ha espresso la propria gratitudine alle autorità di Stoccolma definendo la sentenza uno snodo fondamentale. Il capo della diplomazia di Kiev ha sottolineato come l’azione coordinata tra forze dell’ordine, procure e un sistema giudiziario indipendente sia in grado di trasformare il principio della responsabilità legale in risultati concreti e tangibili contro le violazioni commesse da Mosca.