Accelleron punta sulla crescita nei sistemi di iniezione e investe in Italia

Nel 2023, Accelleron ha acquisito OMT (Officine Meccaniche Torino SpA), uno dei principali fornitori di sistemi di iniezione per il settore marino. Lo scorso anno, OMT ha inoltre acquisito l’azienda italiana OMC2, con uno stabilimento a Brescia, e il numero di dipendenti è cresciuto del 44%

Ultimo aggiornamento 8 maggio 2025 - 17:28

La controllata italiana di Accelleron, OMT, sta attuando una strategia di crescita a tutto campo in Italia e pianificando investimenti significativi. Queste misure mirano ad ampliare la capacità produttiva e rafforzare la leadership tecnologica nei sistemi di iniezione di carburante. “L’iniezione di carburante è fondamentale per la decarbonizzazione del settore marittimo, e stiamo registrando un’elevata domanda di sistemi dual fuel avanzati, in grado di iniettare due tipi diversi di carburante. La domanda di mercato supera le nostre attuali capacità produttive,” ha dichiarato Daniel Bischofberger, ceo di Accelleron.

Crescita nel settore dell’iniezione di carburante

Nel 2023, Accelleron ha acquisito OMT (Officine Meccaniche Torino SpA), uno dei principali fornitori di sistemi di iniezione per il settore marino. Lo scorso anno, OMT ha inoltre acquisito l’azienda italiana OMC2, con uno stabilimento a Brescia, e il numero di dipendenti è cresciuto del 44% – sia organicamente che tramite acquisizioni – raggiungendo quota 375. “Nel 2024 abbiamo registrato una forte crescita del fatturato e un portafoglio ordini da record. È stato l’anno migliore nei nostri 95 anni di storia. Con una strategia di crescita chiara e nuovi investimenti, vogliamo proseguire questa storia di successo e raggiungere obiettivi ambiziosi ma realistici,” ha dichiarato Klaus Heim, Managing Director di OMT. L’obiettivo è raddoppiare i ricavi totali derivanti dai sistemi di iniezione, portandoli a 150 milioni di dollari entro il 2029, rispetto al 2024. Sono previsti investimenti totali per circa 80 milioni di dollari nei siti di Torino e Brescia entro il 2029. Circa il 60% del business di OMT proviene dall’Asia, che resta il mercato con il maggior potenziale.

Uno dei pilastri della strategia di crescita di OMT è l’aumento organico della capacità produttiva presso l’attuale stabilimento di Torino. Sono già stati effettuati investimenti in nuovi macchinari e si prevede l’assunzione di circa 150 nuovi dipendenti nei prossimi tre anni. L’anno scorso sono state assunte 50 persone, e altre 50 sono previste quest’anno.

Un altro pilastro fondamentale è la costruzione di un nuovo centro tecnologico a Torino entro la metà del 2026. La cerimonia della posa della prima pietra si è tenuta all’inizio di aprile. Il centro offrirà oltre 1.200 m² per test, assemblaggio e produzione di prototipi, oltre a nuovi uffici per 100 dipendenti. Questo consentirà a OMT di aumentare le attività di R&S su nuovi carburanti come ammoniaca e metanolo, e di liberare spazio nel vicino stabilimento per ulteriori aumenti di capacità produttiva previsti per il 2027 e 2028. Il consiglio di amministrazione di Accelleron ha approvato un investimento totale di 27 milioni di dollari per questo progetto.

Il terzo pilastro della strategia di crescita si basa sull’acquisizione di OMC2, avvenuta la scorsa estate. Questa operazione ha permesso a OMT di disporre di capacità produttive aggiuntive, che sono attualmente in fase di potenziamento tramite l’uso degli spazi disponibili nello stabilimento e nuovi investimenti in macchinari. Nel medio termine è prevista anche un’espansione, da completarsi entro il 2028, con l’obiettivo di triplicare la produzione dell’attuale stabilimento OMC2 entro il 2029. “Con la nostra strategia di crescita basata su questi tre pilastri, siamo ben posizionati per rispondere all’aumento della domanda di mercato,” ha dichiarato Heim.

L’industria marittima prosegue verso la decarbonizzazione

L’industria marittima continua a seguire il percorso verso la decarbonizzazione,
spinta dalle normative dell’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO), dell’UE e di altri Paesi. Per raggiungere l’obiettivo net-zero sono necessari carburanti transitori e alternativi, sistemi di cattura della CO₂ a bordo e misure di efficienza.
I motori dual fuel, in grado di bruciare due tipi diversi di carburante, rappresentano
una soluzione transitoria in attesa che i carburanti CO₂-neutral – i cosiddetti
carburanti sintetici o e-fuels – siano disponibili su larga scala. Per permettere ai
motori navali di utilizzare questi nuovi carburanti, servono nuovi sistemi di iniezione, e la domanda di sistemi dual fuel moderni oggi supera la capacità produttiva globale.