Fino a quando tutto funziona, la dogana rimane sullo sfondo. In realtà, nell’attuale scenario internazionale, classificazione delle merci, origine preferenziale e compliance sono diventati fattori strategici che incidono direttamente sulla competitività. È da questa consapevolezza che è maturata la scelta di Satech di intraprendere un percorso insieme a Customs Support Group per rendere le dichiarazioni doganali più precise, strutturate e coerenti.
La collaborazione tra le due realtà, aggiornata nelle ultime ore, è nata nel 2024. Negli anni, Satech si è resa conto di quanto anche errori commessi in buona fede, senza alcun intento doloso, potessero comunque generare criticità, sanzioni amministrative o altro. Uno degli episodi che ha contribuito ad accrescere la consapevolezza della ditta sul tema doganale ha riguardato l’esportazione di pannelli fonoassorbenti. Il prodotto era stato associato a un codice generico presente nel sistema, senza che fosse stata effettuata una verifica approfondita. Lo scoglio è emerso durante un controllo. Il materiale, spedito già imballato dal fornitore, era stato dichiarato come materiale ferroso. L’analisi delle fotografie, invece, ha evidenziato caratteristiche diverse.
L’obiettivo di Satech per evitare episodi come questo è trasformare la competenza doganale in un elemento di servizio e affidabilità verso i clienti, offrendo spedizioni più fluide, affidabili e strutturate. Da qui la scelta di affidarsi a Customs Support Group. “Nel tempo, la gestione di queste tematiche è rimasta spesso subordinata ad altre priorità operative e commerciali, fino a quando l’evoluzione del contesto internazionale ha reso necessario un approccio più strutturato – ha dichiarato Alice Lovato, shipping officer di Satech -. Basta poco, un codice errato, una documentazione incompleta o una richiesta gestita superficialmente, per ritrovarsi con la merce bloccata in dogana, con ritardi nelle consegne. I costi di giacenza sono elevati e c’è anche un danno di immagine nei confronti del cliente finale”.