Quando? Marco Bucci non lo dice, ma le lunghe chiacchierate che anche ieri il governatore ligure ha fatto con Pierluigi di Palma, numero uno di Enac, sono indicative che la situazione potrebbe presto sbloccarsi. L’argomento è l’aeroporto di Genova: la Regione vuole acquistare quote per diventare socio e favorire l’ingresso dei privati.
«Noi siamo prontissimi» spiega Bucci al termine di un convegno sulle infrastrutture a cui ha partecipato anche Di Palma. Insistiamo: quanto siete disposti a comprare? «Tutto quello che è acquistabile». Bucci risponde telegrafico, anche sul venditore: in questo momento sul mercato c’è il 60% detenuto dall’Authority portuale. Per legge l’ente guidato da Matteo Paroli deve cedere quella partecipazione. Quanto? Probabilmente la grande maggioranza di quella percentuale, circa il 50% del totale delle quote della società. È quello che la Regione spera di acquistare in tempi brevi per poi accelerare sulla privatizzazione.
E questo è l’altro tema sul tavolo. Il numero uno di Enac lo sa bene e infatti conferma: «Io credo molto nella strategia che prevede l’integrazione tra aereo e nave, come era già stata impostata più di un anno fa. Poi il piano si era fermato per piccoli interessi locali». L’allusione è alla contromossa della Camera di Commercio che aveva esercitato il diritto di acquisto delle quote di Adr che erano in procinto di essere acquistate dal gruppo Msc. «Un aeroporto forte porterebbe sollievo anche a un territorio come quello ligure che rischia l’isolamento».
Altro tema cruciale: le infrastrutture. Il governatore Bucci elenca le date: «Entro il 2028 avremo completate le due fasi della diga di Genova». Siamo in ritardo? «No, anzi in anticipo». E il tunnel subportuale? «Autostrade deve fare più in fretta, l’orizzonte oggi è il 2030».
Tutte opere che impattano sul porto del capoluogo ligure. E proprio su quel fronte c’è ancora aperta la partita del segretario generale, il vice di Paroli. Sul tema il presidente dello scalo è abbottonatissimo, ripete solo che si deve scegliere «nella cornice indicata dalla legge». Poche parole, ma sufficienti per capire che la via che dovrebbe portare a Danilo Guida, avvocato genovese, al secondo gradino di vertice dell’ente, sembra adesso un po’ in salita. Perché il riferimento alla cornice normativa è quello sull’esperienza pregressa. Quindi anche quella casella potrebbe rimanere nel limbo ancora per un po’. Paroli non ha mai fatto mistero di preferire Paolo Piacenza come segretario, ma il governo lo ha dirottato al vertice dello scalo di Gioia Tauro.