Air India, il comandante positivo al test per sostanze psicoattive dopo il volo che perse quota

L’A320 Phuket-Delhi aveva perso circa 300 piedi dopo il cedimento simultaneo dei tre sistemi idraulici. Quattro feriti gravi e 20 lievi. L’indagine AAIB conferma ora anche il risultato non negativo del test di conferma sul pilota

Ultimo aggiornamento 4 settembre 2026 - 09:35

Il volo Air India era già finito sotto esame per quei pochi, drammatici secondi in cui un Airbus A320 aveva perso circa 300 piedi di quota. Ora l’inchiesta aggiunge un secondo elemento, destinato a rendere ancora più delicata la vicenda: il test di conferma effettuato sul comandante ha dato risultato non negativo per una sostanza psicoattiva.

La conferma arriva dal rapporto preliminare dell’Aircraft Accident Investigation Bureau (AAIB) indiano sull’incidente del 4 agosto, quando il volo AI2379, da Phuket a Delhi, aveva subito una improvvisa perdita di quota durante la crociera. L’aereo era poi riuscito a stabilizzarsi e ad atterrare regolarmente a Delhi.

Il dato sul comandante era emerso già nei giorni successivi all’episodio, quando il test iniziale previsto dalle procedure di sicurezza aveva richiesto un esame di conferma. Il nuovo rapporto dell’AAIB indica ora che anche il confirmatory test è risultato non negativo. L’autorità investigativa ha raccomandato al regolatore indiano, la DGCA, di adottare rapidamente le misure necessarie per prevenire l’uso improprio di sostanze psicoattive da parte del personale di volo.

Il rapporto, però, non stabilisce che l’assunzione della sostanza abbia provocato l’incidente. Le due questioni restano dunque, allo stato dell’indagine, distinte.

Sul fronte tecnico, infatti, emerge un quadro già di per sé eccezionale. Il sistema di controllo del volo dell’A320 ha rilevato la perdita dei tre sistemi idraulici dell’aereo durante la crociera. Le prime analisi dei dati avevano evidenziato che le perdite di pressione si erano verificate in rapida successione e che per alcuni secondi erano risultate indisponibili funzioni fondamentali dei comandi di volo. L’aereo aveva perso circa 300 piedi – circa 90 metri –  prima di recuperare il controllo.

L’episodio era stato inizialmente ricondotto dalla compagnia a una fase di turbolenza con una momentanea variazione di quota. Successivamente, l’analisi dei dati di volo aveva spostato l’attenzione sul malfunzionamento dei sistemi idraulici, con il distacco dell’autopilota e la temporanea indisponibilità di superfici di controllo come elevatori e alettoni. Airbus aveva rilevato che i tre sistemi avevano perso pressione nell’arco di pochi secondi, lasciando per circa quattro secondi i piloti con capacità di controllo fortemente ridotte.

A bordo c’erano 145 persone, tra 137 passeggeri e otto membri dell’equipaggio. L’AAIB indica ora quattro feriti gravi e altri 20 con ferite lievi. Un elemento che contribuisce a spiegare la gravità delle conseguenze è che, al momento della perdita di quota, i segnali delle cinture di sicurezza erano spenti.

L’indagine resta aperta. Il rapporto pubblicato è preliminare e l’AAIB ha precisato che le conclusioni definitive saranno contenute nel rapporto finale. Restano quindi da chiarire sia l’origine della contemporanea perdita di pressione nei tre circuiti idraulici sia il significato operativo del risultato del test sul comandante e, soprattutto, se esista un qualunque collegamento tra i due elementi.

Per Air India è un nuovo fronte di attenzione sulla sicurezza operativa, dopo il grave incidente che aveva coinvolto la compagnia nel giugno 2025. La compagnia ha intanto ribadito la propria piena collaborazione con l’inchiesta dell’AAIB.