La Spezia – «Utilizzeremo una parte dei dragaggi per la diga di Genova». All’annuncio del sub-commissario all’opera Carlo De Simone ha fatto seguito un passaggio formale e operativo: l’approvazione ufficiale della bozza di accordo da parte del commissario straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale Bruno Pisano. Un tassello decisivo verso un’intesa che prende forma e definisce, con sempre maggiore chiarezza, il perimetro di una connessione infrastrutturale e sostenibile tra i due porti della Liguria.
La firma sul decreto dell’Adsp spezzina è interlocutoria. Non mette fine all’iter, ma ne pone le basi. Dà l’ok al progetto condiviso con l’Ap del Mar Ligure Occidentale e incarica gli uffici «di adottare gli atti di competenza necessari per dare attuazione al contenuto» di un accordo che era nell’aria. E che disciplinerà il conferimento e il riutilizzo dei sedimenti derivanti dalle operazioni di dragaggio nei porti della Spezia e di Marina di Carrara nei cassoni della diga di Genova.
L’idea è nata nel 2024. Da allora, tra valutazioni tecniche e interlocuzioni istituzionali, il percorso non si è mai interrotto. Anzi, si avvicina alle fasi finali. Nella delibera firmata ieri dal commissario Pisano, è riassunto un po’ tutto. Si fa riferimento a un decreto legislativo, poi convertito in legge nel dicembre dello scorso anno. Questi riduce i tempi per l’acquisizione dei pareri degli enti competenti e introduce un bypass alla necessità del nulla osta. In particolare, spiega il decreto, «individua misure urgenti per la promozione di politiche di sostenibilità ed economia circolare nell’ambito della realizzazione di interventi infrastrutturali strategici per il sistema portuale ligure».
Il riferimento va al «riutilizzo dei materiali provenienti dalla realizzazione» della diga foranea e «dalle operazioni di dragaggio» nei due scali di competenza dell’Adsp spezzina. Grazie a questa norma sono state stabilite «le procedure e le condizioni per la gestione integrata di rifiuti e materiali». Ma, soprattutto, è stato messo nero su bianco che «le modalità e i termini per il conferimento» dei fanghi derivanti dai dragaggi saranno «definiti mediante la sottoscrizione di uno specifico accordo» tra le due Autorità Portuali.
In tal senso, La Spezia e Marina di Carrara hanno già teso la mano. E aspettano Genova. Il testo della bozza, approvato dal segretario generale Federica Montaresi, comprende due allegati chiave. Il primo, intitolato “Quantitativi”, contiene la stima dei volumi di sedimenti. Mentre il secondo, “Cronoprogrammi”, definisce le tempistiche operative degli interventi. Una volta che l’intero piano di riutilizzo sarà approvato da entrambi gli enti, verrà trasmesso al commissario straordinario per la diga di Genova. A lui toccherà l’autorizzazione finale. L’ok definitivo a un progetto che, come sottolineato da De Simone, ha mostrato l’impegno «costante» delle due Autorità Portuali in un confronto continuo. E supportato dalla struttura commissariale per la costruzione dell’opera.