Carnival: la forte domanda spinge gli utili nonostante i rialzi del carburante

L'azienda statunitense ha presentato profitti per 1 miliardo e 920 milioni di dollari. In crescita anche le prenotazioni e l'efficienza operativa su spese e consumi

Una nave della Carnival a Miami (foto d'archivio)

Ultimo aggiornamento 30 settembre 2026 - 17:14

Una forte domanda e l’efficienza operativa hanno spinto i profitti del gruppo Carnival nell’ultimo trimestre. E i rialzi del costo del carburante passano in secondo piano, così come l’incertezza geopolitica, che non ha impedito che nel periodo compreso tra il 1° giugno e il 31 agosto le prenotazioni crocieristiche ripartissero in modo significativo.

Così per il periodo che si è appena concluso, la compagnia statunitense ha pubblicato i suoi dati economici: un guadagno netto di 1 miliardo e 920 milioni di dollari, in salita rispetto allo scorso anno, quando i guadagni si erano fermati a 1 miliardo e 850 milioni di dollari. Questo ha provocato un rialzo delle azioni del 12% nella giornata di martedì 29 settembre, l’aumento più alto sin da aprile 2025.

“Quando accadono certi fatti nel mondo, le persone esitano”, ha dichiarato il Cfo David Bernstein, “poi capiscono che l’Apocalisse non arriva  e così si torna alla vita normale”. Una spiegazione che in parte tenta di far luce sui motivi per cui anche i viaggi previsti nel 2027 sono già prenotati al 50% della capienza delle navi.

Al netto di questo, ci sono stati dei miglioramenti operativi che hanno portato a un risparmio di circa 150 milioni di dollari: la ragione primaria viene dagli aumenti dei prezzi delle crociere, ma anche dai tagli di spesa e da un più basso consumo di carburante.

È proprio quella la voce che pesa di più: nel 2026 la benzina per le imbarcazioni costerà 2 miliardi e 250 milioni di dollari. Qualcosa di più rispetto ai 2 miliardi e 120 milioni previsti a inizio anno.

Nonostante quest’imprevisto, il mix tra il rialzo della domanda e i risparmi dovuti all’efficienza operativa ha causato un rialzo del 3,5% sui ricavi complessivi rispetto al 2025. In una call con gli analisti l’amministratore delegato Josh Weinstein ha detto che la domanda rimane ad ampio spettro, anche se le crociere europee in estate hanno avuto parte preponderante.

“Il 2028 si prepara per una partenza eccellente”, ha poi rimarcato Weinstein. Al netto di altri scossoni geopolitici non prevedibili.