La Corea del Sud invia una nave portacontainer lungo la rotta artica

L'iniziativa segue di pochi giorni una simile intrapresa da una società cinese, la Sea Legend: i giorni di viaggio saranno 45

La nave PanStar Acro (Ansa)

Ultimo aggiornamento 23 agosto 2026 - 16:51

Affidarsi alla tradizionale rotta di Suez per i commerci marittimi Asia-Europa è sempre più rischioso per le tensioni internazionali? E allora meglio provare un’alternativa, anche se non è ancora detto che sia così percorribile, in primis per una questione di pericoli ambientali. È questa la linea della Corea del Sud, che per la prima volta ha annunciato un viaggio sperimentale di una nave portacontainer diretta in Europa via mare del Nord, lungo l’itinerario che passa ad est della Kamchatka e attraverso lo Stretto di Bering.

Il mercantile in questione, la PanStar Acro appartenente alla compagnia privata PanStar, è salpata oggi dal porto di Busan. Il programma tracciato, ha spiegato il ministero per gli Oceani coreano, prevede che la nave raggiunga il porto inglese di Felixstowe il prossimo 9 settembre, con tappe successive a Rotterdam (Olanda) e Danzica (Polonia) prima di far ritorno sempre a Busan il 5 ottobre. In totale, circa 45 giorni di viaggio, di cui quasi 13.000 chilometri in acque artiche, con a bordo un grosso carico di prodotti chimici, auto usate e pezzi di ricambio. “Il trasporto di merci reali consentirà di verificare la fattibilità tecnica, ambientale e commerciale del Passaggio a Nord-Est, nonché la domanda di utilizzo da parte di spedizionieri e aziende di logistica“, spiegano le autorità coreane.

L’iniziativa segue di pochi giorni una simile intrapresa da una società cinese, la Sea Legend: lo scorso 15 agosto, la portacontainer Dubai Tower era salpata per il viaggio inaugurale di una rotta commerciale tra il porto di Ningbo e destinazioni europee sempre via mare del Nord. L’idea è di rendere la frequenza di questa tratta settimanale almeno fino a ottobre, sfruttando la stagione dello scioglimento dei ghiacci che rende superfluo usare rompighiacci. Nei calcoli di chi punta a “rivitalizzare” questa via commerciale, come il governo di Seul, la rotta artica ha un potenziale altamente competitivo non solo perché permette di evitare l’area mediorientale infuocata dai conflitti, ma anche perché è più corta: come spiegato da Reuters online, il numero medio di giorni di navigazione necessari per coprire tale distanza è di quasi la metà rispetto ai circa 70 del tragitto che comprende il passaggio da Mar Rosso e Suez. E il fatto che il fenomeno di scioglimento dei ghiacci si stia estendendo sempre più per il riscaldamento globale, con conseguenti minori difficoltà di navigazione nelle acque polari, aumenta l’appetibilità della tratta a fini commerciali.

Secondo un rapporto di Allianz Commercial, non a caso nel 2025 i passaggi di portacontainer e portarinfuse lungo la rotta artica sono stati 38, mentre l’anno prima 26. Ma il ricorso a questa via commerciale presenta anche possibili criticità: innanzitutto i dubbi di sostenibilità ambientale, sollevati da gruppi ecologisti, soprattutto per il possibile impatto negativo dell’aumento dei traffici marittimi sul riscaldamento globale (motivo per cui diverse compagnie navali si sono impegnate a evitarla), ma anche, nel caso dei Paesi attualmente in contrasto con la Russia, per il fatto che passare dal mare del Nord comporta dover ricorrere proprio a servizi di navigazione e meteorologici russi. Sempre secondo Reuters, per preparare il viaggio pilota della PanStar Seul ha avuto consultazioni con Mosca, circostanza non confermata esplicitamente dai due governi.

di Francesco Rodella