Cosco pronta a quotare il suo braccio navalmeccanico

La società ha completato la registrazione preliminare per l'offerta pubblica iniziale. L'obiettivo di Pechino è rinforzare l'azienda in vista di una crescita degli ordini per costruire nuove navi generata dalla crisi degli Stretti

Ultimo aggiornamento 15 settembre 2026 - 17:45

Genova – La divisione dedicata alla costruzione e manutenzione navale del colosso statale dei trasporti marittimi China Cosco Shipping ha completato la registrazione preliminare per l’offerta pubblica iniziale (Ipo), aprendo la strada a una quotazione sul mercato interno per capitalizzare l’esplosione globale del settore navalmeccanico. Specializzata in navi da carico e portacontainer, l’unità offre servizi di costruzione, riparazione, conversione, manutenzione e ingegneria offshore.

La società, spiega il South China Morning Post,  è interamente controllata dalla Cosco. Con nove cantieri navali dislocati tra Shanghai, Nantong, Dalian e la Cina Meridionale, la Cosco Shipping Heavy Industry detiene una quota di mercato dominante nella riparazione e conversione di navi in ​​impianti galleggianti per l’industria offshore di petrolio e gas. Il fatturato operativo ha raggiunto quasi sei miliardi di dollari nel 2024, con un utile di 447 milioni.

Nel 2025, i ricavi sono aumentati del 22%. I dati aziendali indicano che lo scorso anno l’azienda ha acquisito nuovi ordini per la costruzione di 79 navi, per un valore di 6,1 miliardi di dollari e ha consegnato 62 navi per un totale di 6,3 milioni di tonnellate di portata lorda. A fine 2025, il portafoglio ordini contava 216 navi, pari a 24,7 milioni di tonnellate.  Complessivamente, i cantieri navali cinesi detengono la quota di mercato maggiore a livello globale (il 66,8% secondo l’Associazione nazionale navalmeccanica cinese).

La Cina continua ad aggiudicarsi la maggior parte dei nuovi ordini a livello globale per le tre principali tipologie di navi: rinfusiere, navi portacontainer e petroliere. A maggio, i vertici della Cosco Shipping hanno dichiarato che il conflitto tra Usa-Israele e Iran, unito alla strategia degli operatori di evitare i punti di strozzatura del Medio Oriente percorrendo rotte più lunghe, ha generato una domanda aggiuntiva di navi di maggiori dimensioni e di soluzioni di trasporto multimodale.

La prevista quotazione in Borsa si inserisce nella più ampia iniziativa di Pechino volta a creare conglomerati industriali attraverso il consolidamento delle attività, per rafforzare la competitività globale. Vale la pena ricordare che lo scorso anno i maggiori cantieri statali cinesi, i Cssc, hanno acquisito il secondo polo cantieristico dello Stato, la Csic, dando vita alla Cssc Holding, un gruppo con una capitalizzazione di mercato prossima ai 300 miliardi di yuan (44,7 miliardi di dollari).