Decarbonizzazione, Fortescue si rivolge a capitali cinesi

L’erogazione segue di poche settimane l’annuncio dello stop ai due ambiziosi programmi sull’idrogeno verde: il progetto da 80 MW in Arizona (Usa) e il facility PEM50 in Queensland (Australia)

La sede di Fortescue a Perth, Australia

Ultimo aggiornamento 10 agosto 2025 - 11:52

La società australiana Fortescue sorprende il mercato: mentre abbandona i suoi progetti nel verde campo dell’idrogeno, ottiene un gigantesco prestito in yuan, destinato alla decarbonizzazione, ma non ai piani sull’idrogeno verde. Il finanziamento – una linea di credito da circa 1,98 miliardi di dollari (14,2 miliardi di yuan), con scadenza quinquennale e tasso fisso del 3,8% – è stato siglato con una folta compagine di istituti finanziari cinesi, australiani e internazionali. Si tratta del primo prestito di questo genere con una società australiana, caratterizzato da un utilizzo del capitale non vincolato a specifici progetti.

L’erogazione segue di poche settimane l’annuncio dello stop ai due ambiziosi programmi sull’idrogeno verde: il progetto da 80 MW in Arizona (Usa) e il facility PEM50 in Queensland (Australia). Entrambi sono stati cancellati dopo aver superato il “final investment decision”, comportando una svalutazione preliminare fiscale stimata attorno ai 150 milioni di dollari. I capi dell’azienda spiegano che questa mossa è motivata da “un ritiro nell’ambizione verde” e da politiche energetiche non favorevoli negli Stati Uniti. Il presidente esecutivo di Fortescue, Andrew “Twiggy” Forrest, ha colto l’occasione per esaltare il ruolo della Cina nel promuovere la transizione energetica su scala industriale, sottolineando che mentre gli Stati Uniti riducono l’impegno sugli investimenti nelle fonti rinnovabili, Pechino continua a sostenere con vigore tecnologie verdi.

Parallelamente, Fortescue conferma la sua volontà di restare un player di primo piano nella decarbonizzazione, puntando ora su applicazioni con ritorni economici più chiari, come l’elettrificazione delle operazioni minerarie, l’adozione di energie rinnovabili e l’uso strategico dei finanziamenti per rafforzare il proprio profilo Esg. Il prestito cinese rafforza inoltre le connessioni con il principale mercato cliente del minerale di ferro: la Cina, appunto.