Gli Houthi conquistano Mocha e avanzano verso Bab el-Mandeb: il Mar Rosso torna nel mirino

Il controllo della città portuale e l’avanzata verso le isole Hanish rafforzano la presa sullo strategico passaggio tra Mar Rosso e Golfo di Aden. Il Brent supera i 105 dollari

Ultimo aggiornamento 11 settembre 2026 - 11:21

Gli Houthi si prendono Mocha e avanzano lungo la costa yemenita del Mar Rosso, puntando verso le isole Hanish e soprattutto verso il Bab el-Mandeb. È il passaggio più preoccupante dell’escalation regionale per il trasporto marittimo: se il gruppo filo-iraniano riuscisse a consolidare il controllo delle aree che presidiano l’accesso allo stretto, Teheran avrebbe una leva strategica su una seconda grande arteria del commercio mondiale, dopo Hormuz.

La conquista della città portuale di Mocha è stata annunciata giovedì da fonti militari yemenite. Le forze governative si stanno spostando verso sud, in direzione di Dhubab, località affacciata sul Bab el-Mandeb e sull’isola di Perim. Il controllo di quell’area è considerato decisivo per esercitare una pressione diretta sullo stretto.

Il quadro è particolarmente delicato perché il conflitto con l’Iran ha già ridotto drasticamente il traffico attraverso Hormuz, il corridoio da cui transitava circa un quinto del petrolio mondiale. L’Arabia Saudita, principale esportatore globale di greggio, si è affidata sempre più alla rotta del Mar Rosso dopo la sostanziale chiusura dello stretto di Hormuz.

Gli Houthi sostengono che la navigazione nel Mar Rosso sia sicura per tutte le compagnie, con l’eccezione delle navi saudite. Ma sul terreno la situazione racconta un’altra storia. Il loro avanzamento sulla costa, secondo fonti yemenite, iraniane e regionali citate da Reuters, sarebbe avvenuto anche sulla base di indicazioni dirette dei Pasdaran iraniani.

Il segnale è arrivato immediatamente dai mercati. Il Brent è salito fino a superare i 105 dollari al barile, con gli operatori preoccupati per il rischio di nuove interruzioni delle rotte energetiche. Negli Stati Uniti il prezzo medio nazionale del diesel ha superato per la prima volta i 6 dollari al gallone.

Il timore riguarda ora la possibilità che la crisi apra un secondo fronte marittimo. Hormuz e Bab el-Mandeb sono infatti due dei principali chokepoint energetici mondiali: il primo collega il Golfo Persico all’Oceano Indiano, il secondo mette in comunicazione il Mar Rosso con il Golfo di Aden e rappresenta il passaggio obbligato per una parte rilevante dei traffici tra Asia, Europa e Mediterraneo.

Alle Nazioni Unite, l’inviato speciale per lo Yemen Hans Grundberg ha parlato di una «nuova e più pericolosa fase» della guerra, sottolineando che la conquista di Mocha garantisce agli Houthi una presenza diretta sulle rotte di accesso a uno degli stretti più importanti del mondo e solleva seri problemi per la libertà di navigazione.

Washington accusa il movimento yemenita di essere uno strumento dell’Iran. Teheran, al contrario, sostiene che il conflitto non possa essere risolto con un blocco o con un’azione militare e chiede il ritorno al dialogo. Un alto funzionario iraniano, alla richiesta saudita trasmessa attraverso il Pakistan di fermare gli Houthi, ha ribadito che l’Iran non controlla il gruppo.

Gli Houthi definiscono le proprie operazioni difensive e sostengono che termineranno quando cesseranno gli attacchi contro lo Yemen.

Intanto anche Hormuz continua a essere fortemente condizionato dalla guerra. Mercoledì hanno attraversato lo stretto appena sette navi, circa la metà della media dei dieci giorni precedenti, secondo i primi dati di tracciamento.

Il rischio per lo shipping è dunque quello di una doppia strozzatura. Da una parte Hormuz, dove il traffico resta fortemente ridotto; dall’altra Bab el-Mandeb, che potrebbe tornare sotto pressione proprio mentre armatori e operatori cercano alternative per mantenere aperti i collegamenti tra Asia, Mediterraneo ed Europa.

La conquista di Mocha cambia così il peso della crisi yemenita. Non si tratta più soltanto della sicurezza di una singola rotta: la guerra sta arrivando direttamente sui due grandi cancelli marittimi attraverso cui passa una parte decisiva dell’energia mondiale.