“Grande momento per il settore della cantieristica di lusso. Ente Bacini? Serve competenza”

L'analisi di Marco Ghiglione, manager del gruppo e vice presidente di Confindustria Genova

Marco Ghiglione

Ultimo aggiornamento 8 agosto 2025 - 16:18

Genova – Marco Ghiglione, amministratore delegato dei Cantieri Mariotti. Allora è Aman ad aver ordinato la nuova nave?
«Non posso dire nulla. Possono solamente confermare che abbiamo firmato un nuovo importante ordine per il cantiere e per Genova». Marco Ghiglione, ad di Mariotti, non conferma l’indiscrezione «ma credo che l’importanza di questa commessa vada oltre il nome: impone una riflessione sul comparto».

Quale?
«Noi come Mariotti abbiamo sei navi in costruzione: la Olterra (la nave speciale della Marina per il salvataggio e il recupero dei sottomarini in difficoltà, ndr), due unità logistiche motocostiere sempre per la Marina, l’unità oceaonografica per l’Ispra e la nave da crociera di Aman. Abbiamo un portafoglio ordini che ci proietta al 2029. È un ottimo momento per noi e per Genova».

Quanto vale questa mole di commesse?
«Tutto compreso, ci aggiriamo sul miliardo e mezzo di euro. Siamo ben bilanciati: un terzo è militare e due terzi luxury. E vogliamo espanderci ancora perché il mercato c’è, per entrambi i settori».

Mancano sempre spazi?
«Sì, ma abbiamo un’occasione adesso: il nuovo piano regolatore portuale che possa recepire e implementare il position paper di Confindustria. Sono appena diventato vice presidente al porto con la nuova guida dell’associazione di Fabrizio Ferrari e per la prima volta il nostro comparto ha la sua voce: rappresento la parte industriale del porto. Nel documento è citata la rotta dell’espansione del comparto che per Genova vale miliardi e migliaia di posti di lavoro se contiamo anche la filiera. Con la nuova diga potremmo espanderci verso il mare. Ha visto quante commesse? Abbiamo bisogno di aree e bacini per costruire».

Ma non avete già Marsiglia?
«Non c’entra. Genova e la Francia possono coesistere, proprio per la grande quantità di ordini che abbiamo già firmato e che presto potrebbero arrivare. E poi bisogna agire velocemente anche su Ente Bacini».

In che senso?
«Guardi, a noi industriali non interessa lo spoil system. Guardiamo ai risultati. Ente Bacini negli ultimi anni è stato efficace, i conti sono in attivo ed è stato protagonista di questa stagione di espansione della navalmeccanica anche a Genova. Serve gente competente e che conosca il settore».

Pare una presa di posizione sui nomi circolati negli ultimi giorni e che sembravano suggeriti dal governatore Bucci. L’assemblea è convocata per il 27 agosto…
«Nessuna polemica. Diciamo che servono persone che capiscano il settore. Noi riparatori navali vorremmo anche essere rappresentati nel cda dell’ente, perché riteniamo che un nostro coinvolgimento possa essere di aiuto in questo momento positivo per il settore. Deciderà comunque l’Authority portuale con il presidente Paroli, maggiore azionista della società. Ma noi siamo disponibili a impegnarci in prima persona e a collaborare fattivamente per incrementare sempre di più lo sviluppo del lavoro in quest’area fondamentale per Genova».