Imu, dichiarazione solo online: addio ai moduli cartacei e obbligo digitale

Il nuovo sistema stabilisce che la dichiarazione Imu dovrà essere inviata online entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui nasce l’obbligo dichiarativo

Ultimo aggiornamento 19 agosto 2026 - 08:00

La dichiarazione Imu entra definitivamente nell’era digitale. I contribuenti non potranno più presentare il modello su carta agli uffici comunali o tramite raccomandata: la trasmissione dovrà avvenire esclusivamente per via telematica. La novità è prevista dal decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 147, che interviene sulla disciplina dei tributi regionali e locali e modifica le regole per la dichiarazione dell’imposta municipale propria.

Il nuovo sistema stabilisce che la dichiarazione Imu dovrà essere inviata online entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui nasce l’obbligo dichiarativo. La trasmissione potrà essere effettuata direttamente attraverso i canali telematici oppure tramite gli intermediari abilitati, come i Centri di assistenza fiscale (Caf). L’obiettivo è uniformare le procedure e rendere più semplice lo scambio di informazioni tra contribuenti, Comuni e amministrazione finanziaria.

La riforma introduce un modello telematico unico, destinato a raccogliere anche le attestazioni necessarie per ottenere particolari benefici, agevolazioni ed esenzioni. Anche il diritto all’esenzione, quando previsto per determinate categorie di contribuenti, dovrà quindi essere comunicato attraverso la nuova procedura digitale.

Una delle conseguenze più rilevanti riguarda le dichiarazioni già presentate. Non sarà necessario ripresentare ogni anno il modello quando i dati e gli elementi che determinano l’imposta dovuta restano invariati. La dichiarazione conserverà infatti la propria validità anche per gli anni successivi, salvo che intervengano variazioni rilevanti ai fini del calcolo dell’Imu. Restano invece obbligati alla presentazione annuale gli enti non commerciali, per i quali continuano ad applicarsi le specifiche regole previste dalla normativa vigente.

Per accompagnare il passaggio al nuovo sistema è prevista una fase transitoria. I contribuenti potranno continuare a utilizzare i modelli dichiarativi approvati con i decreti ministeriali del 29 luglio 2022 e del 4 maggio 2023 fino a quando non saranno formalizzate le nuove modalità operative.

La digitalizzazione promette vantaggi anche per i Comuni. La gestione esclusivamente telematica dovrebbe ridurre gli adempimenti burocratici, velocizzare i controlli e consentire agli enti locali di incrociare in tempo reale le informazioni disponibili nelle banche dati del Catasto e dell’Agenzia delle Entrate, rafforzando così anche gli strumenti di contrasto all’evasione fiscale.

Resta però il nodo dell’accesso digitale. La nuova procedura potrebbe creare difficoltà ai contribuenti che non dispongono di adeguate competenze informatiche o di strumenti di identità elettronica. Per queste persone la possibilità di rivolgersi gratuitamente agli sportelli, almeno nella fase iniziale, diventa quindi un elemento decisivo per evitare che la transizione digitale si trasformi in un nuovo ostacolo.