I prezzi della soia statunitense hanno raggiunto il massimo delle ultime due settimane dopo che il presidente Donald Trump ha invitato la Cina a quadruplicare le proprie importazioni, in vista della scadenza della tregua tariffaria. Tuttavia, gli analisti restano scettici sulla fattibilità di un simile accordo.
Pechino, principale importatore mondiale di soia, non ha ancora prenotato acquisti dal prossimo raccolto USA, un ritardo insolito che preoccupa agricoltori e trader americani. La tregua tariffaria tra le due potenze, inizialmente in scadenza martedì, è stata prorogata di 90 giorni con un ordine esecutivo firmato da Trump.
Il contratto di soia più scambiato sul Chicago Board of Trade è salito del 2,4% a 10,11-1/4 dollari per bushel. Nel 2024, la Cina ha importato circa 105 milioni di tonnellate di soia, di cui meno di un quarto dagli USA, e il resto soprattutto dal Brasile. Gli esperti ritengono improbabile un aumento così drastico degli acquisti statunitensi, anche a causa di un eccesso di soia lavorata (soymeal) già presente nel mercato cinese.
La competizione con il Brasile, primo esportatore mondiale di soia, resta forte, e le tariffe USA rischiano di mantenere svantaggiato il prodotto americano. Nel frattempo, l’industria agricola statunitense cerca mercati alternativi, pur riconoscendo che la Cina rimane un partner insostituibile per volumi di acquisto.