“Stiamo procedendo con partner serbi e russi per costruire un nuovo oleodotto tra Ungheria e Serbia. Mentre Bruxelles vieta l’energia russa, taglia i collegamenti e blocca le rotte, noi abbiamo bisogno di più fonti e più rotte. L’Ungheria non sarà vittima di queste decisioni disastrose.” Lo ha annunciato su X il ministro degli Esteri ungherese Peter Szjjjarto. La mossa del governo guidato da Viktor Orban avviene a pochi giorni dall’approvazione del diciottesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, che include il price cap al petrolio e il divieto di immettere gas russo in Ue
Proprio oggi il Regno Unito ha imposto nuove sanzioni contro 135 petroliere russe e due compagnie di navigazione collegate alla flotta ombra russa. Lo riporta il Kyev Independent. Secondo il governo del Regno Unito, le petroliere hanno trasportato segretamente petrolio per un valore di 24 miliardi di dollari dall’inizio del 2024. Una delle due società ora sotto sanzioni è legata alla Lukoil, uno dei maggiori produttori di petrolio russi. “Le nuove sanzioni smantelleranno ulteriormente la flotta ombra del presidente russo Vladimir Putin e prosciugheranno le riserve di guerra russe dei suoi fondamentali ricavi petroliferi”, ha affermato il ministro degli Esteri britannico David Lammy. “Mentre Putin continua a tergiversare e a ritardare seri colloqui di pace, noi non resteremo a guardare”