Mar Rosso, attacco Houthi contro il porto di Mokha: chiude lo scalo che sorveglia lo Stretto di Bab el-Mandeb

Il gruppo ribelle alleato dell'Iran rivendica l'attacco più grande dal 2020: 16 morti e 22 feriti tra i lavoratori portuali. Il governo di Aden minimizza e parla di altri successi militari. Colpita anche una raffineria saudita

Le prime immagini del bombardamento al porto di Mokha

Ultimo aggiornamento 18 agosto 2026 - 19:59

Mentre i titoli delle prime pagine dei giornali sono sullo Stretto di Hormuz: Donald Trump lo dichiara “territorio statunitense” e a Teheran rispondono che resta chiuso. Così si riaccende la tensione anche nello Stretto di Bab el-Mandeb nel Mar Rosso.

Un attacco dei ribelli Houthi ha colpito duramente il porto di Mokha, in Yemen, controllato dal governo ufficiale di Aden sostenuto dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti.

Il gruppo alleato dell’Iran ha compiuto un attacco con droni e missili sul piccolo scalo, uccidendo 16 persone e ferendone 22. I magazzini e le officine sono stati danneggiati, costringendo l’autorità portuale alla chiusura e al licenziamento di 1500 lavoratori.

Un duro colpo per la sicurezza del passaggio, dato che il piccolo porto di Mokha è molto usato per attività di rifornimento e supporto alle navi di passaggio. Qualora lo stop alle attività anticipasse la conquista da parte degli Houthi, costituirebbe un duro colpo per la navigazione nel Mar Rosso e sarebbe la più grande avanzata dei ribelli sin dal 2020.

Questa escalation è anche il riflesso del raffreddamento delle trattative diplomatiche sia tra Iran e Stati Uniti, con il presidente Usa che ha dichiarato che “attualmente non ci sono né ci saranno in futuro”, sia tra Teheran e l’Oman, con le stesse dichiarazioni che si ripetono sulla “dichiarazione congiunta”d’intenti di prossima pubblicazione ma che ancora non arriva.

Anche nell’area in uscita da Hormuz si è registrato un attacco: una nave battente bandiera liberiana è stata colpita, con una vittima: il capo ingegnere di bordo. La provenienza del proiettile non è stata identificata dall’UK Maritime Trade Operations, organizzazione britannica che monitora il traffico marittimo a livello globale.

Sempre nel Golfo Persico, gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato un attacco iraniano sul territorio nazionale con due missili, che però sarebbero caduti in un’area disabitata, il primo bombardamento dallo scorso 17 giugno, giorno della firma del memorandum di Islamabad che aveva istituito un cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti, patto poi collassato l’8 luglio.

Tornando allo Yemen, il governo di Aden ha minimizzato l’importanza della chiusura del porto di Mokha, parlando di un gran numero di combattenti Houthi uccisi sulla linea del fronte. Peccato che qualche ora più tardi ci sia stato un altro bombardamento, sempre sulla costa, di una raffineria petrolifera in Arabia Saudita vicino alla città di Jazan, di proprietà del colosso statale Aramco.

Nonostante la criticità della situazione, la navigazione nel Mar Rosso procede con relativa tranquillità: i dati riportati dalla società di analisi Kpler parlano di 254 navi in transito dal 10 al 16 agosto, un leggero aumento rispetto alla settimana precedente, quando sono passate soltanto 238 grandi imbarcazioni.

Segno che, nonostante le difficoltà, a Bab el-Mandeb la navigazione procede e gli operatori si sentono relativamente sicuri. Mentre a Hormuz il passaggio sembra essere ancora off limits.