Il Marocco prova a rilanciare l’export verso l’Ue grazie a idrogeno e rinnovabili 

La crescita dell’eolico e del solare viene affiancata da un forte investimento sull’idrogeno verde, considerato il nuovo vettore energetico per l’export verso l’Europa

Il porto di Tanger Med

Ultimo aggiornamento 27 agosto 2025 - 12:11

Il Marocco lancia una nuova fase nella sua strategia di rilancio economico. Al centro del Piano per la Crescita e l’Occupazione estero 2025–2027, il governo, tramite il Ministero del Commercio Estero in sinergia con Maroc PME, ha inaugurato il programma “Power Export: One Shop Store Export”. Si tratta di un’iniziativa integrata, concepita come sportello unico per rafforzare la presenza internazionale delle imprese marocchine, offrendo supporto nella strutturazione delle strategie di export, nell’accesso a nuovi mercati e nell’incremento della competitività estera.
Il programma si articola su due pilastri complementari: il primo, “Flash Diagnosis and Export Action Plan”, è rivolto ai neo-esportatori privati — comprese le aziende delle zone di accelerazione industriale — con almeno due anni di attività e un fatturato medio minimo di 2 milioni di dirham, ridotto a 1 milione per le attività artigiane. L’obiettivo è diagnosticare le capacità di export e definire un piano di azione personalizzato.
Il secondo pilastro, l’Individualized Export Support, affianca le imprese già attive sui mercati esteri, fornendo incentivi fino a 2 milioni di dirham per finanziare piani di crescita, espansione geografica e operatività internazionale. Il contributo pubblico può coprire fino all’80% delle spese destinate al rafforzamento della competitività delle aziende.
L’orizzonte è ambizioso. Il Marocco non punta soltanto a consolidare il “Made in Morocco” nei settori tradizionali come manifatturiero, artigianato e agroalimentare, ma mira a conquistare una leadership strategica nelle energie rinnovabili. La crescita dell’eolico e del solare viene affiancata da un forte investimento sull’idrogeno verde, considerato il nuovo vettore energetico per l’export verso l’Europa. Diversi progetti pilota sono già in corso con partner industriali e istituzionali europei, con l’obiettivo di rendere il Paese un hub regionale per la produzione e la distribuzione di idrogeno a basse emissioni.
Il contesto infrastrutturale sostiene questa visione. L’interconnessione elettrica sottomarina con la Spagna, che già consente scambi commerciali per 1.400 MW, rappresenta un asset cruciale, mentre il piano di potenziamento della rete, con investimenti stimati in 10 miliardi di dollari e un aumento di capacità fino a 16 GW, mira a consolidare la posizione del Regno come piattaforma energetica regionale.
Il programma “Power Export” si configura così come un doppio strumento: da un lato fornisce supporto operativo e finanziario alle imprese pronte a competere all’estero, dall’altro crea le basi infrastrutturali ed energetiche per favorire l’export di nuova generazione, con l’idrogeno verde al centro di una strategia che guarda a lungo termine e rafforza il legame con i mercati europei.